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3 Febbraio 20207min

 

Sintesi della riflessione fatta
nel corso dell’ultimo incontro del
comitato nazionale di èviva.

(Firenze, 31 Gennaio 2020)

 

Il risultato elettorale in Emilia-Romagna ha fatto tirare a tutti noi un sospiro di sollievo.
La vittoria schiacciante di Stefano Bonaccini e della coalizione che lo ha sostenuto è ossigeno puro, che mette un freno all’avanzata delle destre e fa fallire il tentativo di Salvini di trasformare la vicenda delle regionali in un banco di prova per il governo.

Ora però occorre non commettere l’errore di cedere ad un riflesso di autoconservazione e di rimozione degli enormi problemi che restano tutti davanti a noi, davanti al campo frastagliato dei progressisti di questo Paese.

Basta andare a fondo di quel voto per rendersi conto di quanto la Lega rappresenti la forza maggioritaria in molti comuni delle vallate e delle zone periferiche della regione, col centro-destra che in vari casi raggiunge la maggioranza dei consensi e dove spesso il risultato generale, che ha visto Stefano Bonaccini prevalere su Lucia Borgonzoni, è assolutamente ribaltato.

La destra è riuscita e riesce ancora ad interpretare un bisogno di protezione sociale e resta molto pericolosa, sebbene le boutade salviniane abbiano giocato un ruolo fondamentale nel provocare la reazione di un elettorato, quale quello emiliano-romagnolo, profondamente ancorato a valori di democrazia e di civiltà, del confronto politico e della convivenza tra le persone.

Insomma, le ragioni per cui occorrerebbe favorire e stimolare un processo di scomposizione-ricomposizione dell’attuale quadro a sinistra, compreso il travaglio attraversato dal M5S, sono per noi più che mai attuali.

E’ tempo di mettere in campo un progetto politico e culturale capace di incrociare un sentimento collettivo e che non si concentri, altro grave errore, nel contrasto cieco a misure come quota cento e reddito di cittadinanza che pur con tutti i loro limiti una risposta a quelle esigenze hanno provato a darla.

Come èVIVA abbiamo contribuito alla nascita della lista Coraggiosa, una scelta di cui siamo ancora più convinti oggi, alla luce del risultato conseguito, in particolare da Elly Schlein, che di quella lista è stata la capofila e che ha ricevuto un numero di preferenze mai eguagliato prima in Emilia-Romagna.

Nel processo di determinazione di un campo largo, della sinistra e dei progressisti, del civismo, dell’ecologismo, che riteniamo serva al Paese, diventa allora fondamentale non disperdere quelle energie e dare immediata continuità a quella esperienza che può essere da esempio anche per altre regioni che si avvicinano al voto.

La condizione di frammentazione e sfilacciamento della sinistra non è più sostenibile, allo stesso modo non è nemmeno pensabile di poterla ricomporre alla bisogna, solo in occasione di appuntamenti elettorali che rendono necessari cartelli unitari. Abbiamo già perso troppa credibilità in questi anni.

Non immaginiamo certo di riuscire a fare ora ciò che non ci è riuscito con Leu, anche se ci sentiamo di rivendicare di essere stati tra quelli che hanno spinto, più di altri, per fare di LeU un soggetto politico. Ma in ogni caso ora dobbiamo metterci tutti al lavoro per svolgere una funzione di asciugatura, di ricomposizione di sigle e comunità politiche che da sole non vanno lontano.

Dobbiamo stimolare un processo politico che parta dal Paese e che abbia anche un riferimento parlamentare che, per ora, può tradursi in un coordinamento tra parlamentari anche di gruppi diversi su battaglie comuni. Per poi aspirare a qualcosa di più ambizioso.

E’ un processo che deve naturalmente coinvolgere tutti gli attori che hanno dato vita a coraggiosa in E.R., ma che punti ad ampliarne soggetti e confini e lo si può fare solo a partire da una piattaforma comune.

Ecco perché, a fine 2019, avevamo lanciato la suggestione delle “5 R”: reddito, redistribuzione, riduzione dell’orario di lavoro, rivoluzione verde, riforma della democrazia. Per ricostruire intorno a questi nodi un dibattito, un pensiero e una proposta.
èVIVA, che non è mai nata per rappresentare l’ennesimo partitino a sinistra, continua a lavorare in quella direzione.

Per questo abbiamo costruito, tra le altre, una iniziativa su “riduzione dell’orario di lavoro e questione salariale” che si terrà a Roma il 27 febbraio (dalle 14:00 alla Sala Isma di Piazza Capranica) a cui parteciperanno esponenti del Governo e rappresentanti del mondo del lavoro, delle istituzioni, del sindacato e a partire dal quale lanceremo una proposta politica su cui lavorare.

Siamo ovviamente interessati alla discussione su nuovi soggetti e contenitori ma riteniamo che non si possa più prescindere dalle idee su cui questi devono fondarsi.

Nei prossimi giorni lanceremo una campagna di adesioni. Un tesseramento non a un partito ma a un progetto che ha nell’apertura, nella ricerca di strade nuove e nella radicalità della proposta la sua cifra distintiva.

Vi terremo aggiornati su tutto.

 


 



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