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3 Febbraio 20207min

 

Sintesi della riflessione fatta
nel corso dell’ultimo incontro del
comitato nazionale di èviva.

(Firenze, 31 Gennaio 2020)

 

Il risultato elettorale in Emilia-Romagna ha fatto tirare a tutti noi un sospiro di sollievo.
La vittoria schiacciante di Stefano Bonaccini e della coalizione che lo ha sostenuto è ossigeno puro, che mette un freno all’avanzata delle destre e fa fallire il tentativo di Salvini di trasformare la vicenda delle regionali in un banco di prova per il governo.

Ora però occorre non commettere l’errore di cedere ad un riflesso di autoconservazione e di rimozione degli enormi problemi che restano tutti davanti a noi, davanti al campo frastagliato dei progressisti di questo Paese.

Basta andare a fondo di quel voto per rendersi conto di quanto la Lega rappresenti la forza maggioritaria in molti comuni delle vallate e delle zone periferiche della regione, col centro-destra che in vari casi raggiunge la maggioranza dei consensi e dove spesso il risultato generale, che ha visto Stefano Bonaccini prevalere su Lucia Borgonzoni, è assolutamente ribaltato.

La destra è riuscita e riesce ancora ad interpretare un bisogno di protezione sociale e resta molto pericolosa, sebbene le boutade salviniane abbiano giocato un ruolo fondamentale nel provocare la reazione di un elettorato, quale quello emiliano-romagnolo, profondamente ancorato a valori di democrazia e di civiltà, del confronto politico e della convivenza tra le persone.

Insomma, le ragioni per cui occorrerebbe favorire e stimolare un processo di scomposizione-ricomposizione dell’attuale quadro a sinistra, compreso il travaglio attraversato dal M5S, sono per noi più che mai attuali.

E’ tempo di mettere in campo un progetto politico e culturale capace di incrociare un sentimento collettivo e che non si concentri, altro grave errore, nel contrasto cieco a misure come quota cento e reddito di cittadinanza che pur con tutti i loro limiti una risposta a quelle esigenze hanno provato a darla.

Come èVIVA abbiamo contribuito alla nascita della lista Coraggiosa, una scelta di cui siamo ancora più convinti oggi, alla luce del risultato conseguito, in particolare da Elly Schlein, che di quella lista è stata la capofila e che ha ricevuto un numero di preferenze mai eguagliato prima in Emilia-Romagna.

Nel processo di determinazione di un campo largo, della sinistra e dei progressisti, del civismo, dell’ecologismo, che riteniamo serva al Paese, diventa allora fondamentale non disperdere quelle energie e dare immediata continuità a quella esperienza che può essere da esempio anche per altre regioni che si avvicinano al voto.

La condizione di frammentazione e sfilacciamento della sinistra non è più sostenibile, allo stesso modo non è nemmeno pensabile di poterla ricomporre alla bisogna, solo in occasione di appuntamenti elettorali che rendono necessari cartelli unitari. Abbiamo già perso troppa credibilità in questi anni.

Non immaginiamo certo di riuscire a fare ora ciò che non ci è riuscito con Leu, anche se ci sentiamo di rivendicare di essere stati tra quelli che hanno spinto, più di altri, per fare di LeU un soggetto politico. Ma in ogni caso ora dobbiamo metterci tutti al lavoro per svolgere una funzione di asciugatura, di ricomposizione di sigle e comunità politiche che da sole non vanno lontano.

Dobbiamo stimolare un processo politico che parta dal Paese e che abbia anche un riferimento parlamentare che, per ora, può tradursi in un coordinamento tra parlamentari anche di gruppi diversi su battaglie comuni. Per poi aspirare a qualcosa di più ambizioso.

E’ un processo che deve naturalmente coinvolgere tutti gli attori che hanno dato vita a coraggiosa in E.R., ma che punti ad ampliarne soggetti e confini e lo si può fare solo a partire da una piattaforma comune.

Ecco perché, a fine 2019, avevamo lanciato la suggestione delle “5 R”: reddito, redistribuzione, riduzione dell’orario di lavoro, rivoluzione verde, riforma della democrazia. Per ricostruire intorno a questi nodi un dibattito, un pensiero e una proposta.
èVIVA, che non è mai nata per rappresentare l’ennesimo partitino a sinistra, continua a lavorare in quella direzione.

Per questo abbiamo costruito, tra le altre, una iniziativa su “riduzione dell’orario di lavoro e questione salariale” che si terrà a Roma il 27 febbraio (dalle 14:00 alla Sala Isma di Piazza Capranica) a cui parteciperanno esponenti del Governo e rappresentanti del mondo del lavoro, delle istituzioni, del sindacato e a partire dal quale lanceremo una proposta politica su cui lavorare.

Siamo ovviamente interessati alla discussione su nuovi soggetti e contenitori ma riteniamo che non si possa più prescindere dalle idee su cui questi devono fondarsi.

Nei prossimi giorni lanceremo una campagna di adesioni. Un tesseramento non a un partito ma a un progetto che ha nell’apertura, nella ricerca di strade nuove e nella radicalità della proposta la sua cifra distintiva.

Vi terremo aggiornati su tutto.

 


 


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23 Gennaio 20209min

A pochi giorni da elezioni regionali che hanno assunto una connotazione nazionale e che possono determinare un cambiamento dello scenario politico, diventa fondamentale attivarsi, mobilitarsi, cercare di connettersi con ciò che si muove nel Paese.

In queste settimane abbiamo assistito ad una grande reazione civica, anche generazionale, che ha invaso le piazze di tutta Italia e che oggi rappresenta un argine all’avanzata di Salvini in Emilia-Romagna, nella regione che la destra più retrograda e reazionaria degli ultimi decenni ha scelto come vera e propria terra di conquista, con l’intenzione di legare a quel risultato le sorti del Governo.

Per questo, le 40.000 sardine che si sono riversate a Bologna solo pochi giorni fa – così come le migliaia che si sono mobilitate dal nord al sud del paese fino ad oggi – sono una vera e propria boccata d’ossigeno, per le parole d’ordine che le caratterizzano, per aver saputo aggregare una marea umana intorno innanzitutto a un’idea di inclusione e di convivenza civile.

C’è in giro una grande domanda di cambiamento e di rappresentanza da parte di chi continua a non avere una casa politica ma rifiuta di arrendersi all’ineluttabilità di una deriva reazionaria del Paese. Come sempre è la politica che ha il dovere di dare le risposte.

Anche le scosse che stanno attraversando il M5S, l’apparente volontà di aprire una fase nuova del PD di Zingaretti, ci confermano una volta di più che l’esistente non è più sufficiente a riempire quello spazio. Ma per costruire un campo nuovo occorre cultura politica, servono idee, visione e la giusta dose di radicalità nella proposta.

Noi ci eravamo lasciati nel corso della nostra ultima assemblea nazionale con l’impegno di costruire appuntamenti su alcuni grandi temi che riguardano da vicino la vita delle persone. Con un gioco di parole abbiamo chiamato questa proposta “le cinque erre”: reddito, redistribuzione, riduzione dell’orario di lavoro, rivoluzione verde, riforma della democrazia. E’ attorno a questi nodi che va ricostruito un dibattito, un pensiero e una proposta. Certo, contestualmente alla discussione sui nuovi soggetti e contenitori. Ma non è più possibile prescindere dalle idee che devono guidare questi processi.

Il rapporto Oxfam uscito in queste giorni ci racconta di un’Italia ferma, in cui i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, dove il 30% degli occupati guadagna meno di 800 euro al mese e il 13% degli under 29 versa in condizioni di povertà lavorativa.


 

Di questo, di come tutelare salari e diritti dei lavoratori, parleremo SABATO 25 GENNAIO a MILANO (ore 16:00, Fabbrica dell’esperienza, Via Brioschi 60) nel corso della presentazione del libro “basta salari da fame” di Simone e Marta Fana, dove insieme agli autori si confronteranno la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e il Sen. e portavoce nazionale di èVIVA Francesco Laforgia.

 


 

GIOVEDI’ 27 FEBBAIO a Roma terremo invece un importante appuntamento nazionale su “Riduzione dell’orario di lavoro e questione salariale”, a cui hanno già confermato la propria presenza il Presidente di INPS prof. Pasquale Tridico, il prof. Piergiovanni Alleva, in consigliere regionale del Piemonte Marco Grimaldi, il coordinatore della consulta delle politiche industriali e dell’innovazione di CGIL nazionale Fausto Durante, l’esperto di politiche del lavoro e relazioni industriali Simone Fana.

Siamo in attesa di altre conferme che vi comunicheremo presto (nel frattempo potete chiedere di essere accreditati all’evento che si terrà a partire dalle 14:00 nella sala ISMA del Senato, in Piazza Capranica 72.   Potete iscrivervi scrivendo a eviva.movimentopolitico@gmail.com).


 

Vi lasciamo con un APPELLO AL VOTO, quanto mai importante per le ragioni che abbiamo provato a sintetizzare in questo post.

Come già saprete in Emilia-Romagna èVIVA è tra i principali promotori, insieme ad Elly Schlein, Sinistra Italiana, Articolo Uno, della lista “Emilia-Romagna coraggiosa ecologista e progressista”, che ha saputo coinvolgere tante realtà civiche e associative in un progetto di cambiamento, che tiene insieme questione sociale e riconversione ecologica, a sostegno di Stefano Bonaccini.

Possiamo essere determinanti non solo per fermare la destra, ma per portare in Consiglio regionale personalità che possano spostare a sinistra l’asse di governo, mettendo al centro la lotta alle diseguaglianze, il lavoro dignitoso, il rafforzamento dei servizi alle persone, la valorizzazione dei beni comuni.

Nelle ore che ci separano dal voto facciamo tutto ciò che serve per dare forza a questo progetto!   èVIVA

Video

Per saperne di più

 


 

 

 


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12 Dicembre 201912min
DA CHE PARTE STIAMO
Resoconto dell’Assemblea Nazionale èViva del 23 Novembre 2019 a Bologna

 

È stata una giornata intensa e profonda quella di sabato 23 novembre a Bologna. Abbiamo riportato la politica al centro del dibattito nel campo di una sinistra che resta colpevolmente frammentata, ma in cui sui grandi temi che riguardano la vita delle persone e il futuro del Paese ci sono tutte le condizioni per una iniziativa comune, capace anche di condizionare l’agenda di governo.

Vogliamo ringraziare Elly Schlein, Marilena Grassadonia, Andrea Ventura, Massimo Villone, Massimo Amato, Marco Grimaldi, Nicola Fratoianni, Cecilia Guerra, Stefano Fassina, Federico Martelloni, Riccardo Mancuso, Paolo Paticchio, che insieme al Portavoce nazionale di èVIVA Francesco Laforgia, a Serena Spinelli, Silvia Prodi, Luca Pastorino, Filippo Fossati e Nicola Palombo hanno consentito che si sviluppasse un confronto largo e pieno di sostanza.

Intervenendo, chi direttamente in assemblea, chi attraverso un video-messaggio o un testo scritto  ci hanno consentito di andare a fondo delle 5R che hanno rappresentato il filo conduttore dell’intera giornata: reddito, riduzione dell’orario di lavoro, rivoluzione verde, riforma della democrazia, redistribuzione della ricchezza.

Grazie anche a Marta Fana che a causa di un impedimento dell’ultimo minuto non ha potuto essere dei nostri. Nei prossimi mesi continueremo a proporre una discussione, che vorremmo fosse permanente, su queste ed altre questioni, da declinare in proposte di legge e che saranno al centro di ulteriori di iniziative promosse da èVIVA su tutto il territorio nazionale.

Nello scompaginamento dei grandi e piccoli partiti che caratterizza questa fase, nel rischio di irrilevanza di una sinistra che ha il bisogno vitale di riallacciare i fili con i pezzi di società che dovrebbe e non sa più rappresentare, c’è nuovo ossigeno che arriva dalle piazze di tutta Italia: dalle sardine, ai ragazzi di Fridays for future, alle donne e ai movimenti che si battono per i diritti civili e contro la violenza di genere.

Saremmo matti a non vedere tutto questo e a non incrociarlo ma saremmo miopi a pensare che queste mobilitazioni possano sopperire alla mancanza di una politica e di una casa politica, capace di dare a quelle istanze la giusta rappresentanza.

Anche per questo noi, che siamo nati con l’intento di ricomporre le divisioni, continueremo a batterci e strutturarci per dare forza al nostro progetto. Continueremo a lavorare per essere il lievito di un processo più largo e inclusivo che dovrà per forza determinarsi pena una consolidata marginalità del nostro campo.

Lo stiamo facendo in Emilia-Romagna, dove siamo tra i principali promotori della lista “Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista e progressista” che tiene insieme le più significative forze della sinistra e diverse rappresentanze di civismo e associazionismo.

Allo stesso modo in Toscana, con “2020 a sinistra”, vogliamo dare il nostro contributo per una proposta che non si accontenti di costruire un indistinto fronte comune contro le destre, ma capace di mettere in campo la necessaria discontinuità, nelle proposte, nei metodi e nei volti.

Come abbiamo sempre sostenuto le alleanze non si costruiscono in raffazzonati esperimenti di laboratorio ma sulla condivisione delle idee e del progetto che insieme si intende realizzare.

Naturalmente, perché tutto questo possa avere prospettiva, rimane fondamentale uscire da determinate ambiguità e avere tutti il coraggio di prendere delle decisioni.

Resta per noi aperto il dibattito sulla funzione del gruppo parlamentare di LEU, che esprime ruoli di governo, ma non ha ad oggi una piattaforma comune e un coordinamento politico.

Lungi da noi riproporre un progetto che non si è saputo o voluto fare, rimane però da capire che senso abbia continuare a muoversi in questa confusione, che per altro non fa che farci perdere credibilità agli occhi di chi ci osserva.

Per quanto riguarda il percorso di èVIVA, intendiamo rafforzare la nostra struttura, sia a livello nazionale che sui territori, dandoci una road map per la costituzione dei comitati regionali. A gennaio, dopo la legge di bilancio, organizzeremo appuntamenti in giro per l’italia, a partire dalle 5R di Bologna e coinvolgendo altri interlocutori.

Il nostro orizzonte rimane sempre lo stesso: no all’ennesimo partitino, no a percorsi dal respiro corto di una campagna elettorale e di stampo verticistico. La costruzione di una casa comune della sinistra ha bisogno di essere guidata dalla politica.

Da un movimento 5 stelle in forte crisi di identità, ad un Partito Democratico che prova a cambiare le proprie parole d’ordine senza però dimostrare una reale volontà di cambiare sé stesso radicalmente, ci sono milioni di elettori in cerca di riferimenti, sindaci e amministratori che non si sentono rappresentati dall’attuale offerta politica.

Dobbiamo stare dentro a questo processo, nell’ambito di una nuova alleanza sociale che rimette al centro i lavoratori, i precari, le persone che vivono di servizi pubblici e non possono permettersi nient’altro.

Se questo campo sarà destinato a mutare nei prossimi anni, l’unico modo per determinare un cambiamento nella sinistra è svolgere una funzione dentro a questo processo senza rimanere paralizzati in attesa dei movimenti altrui. Chiederci e dirci DA CHE PARTE STIAMO è una parte fondamentale del cammino che dobbiamo compiere.

 


 


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17 Novembre 20194min

DA CHE PARTE STIAMO.

Sabato 23 novembre a Bologna, assemblea nazionale èVIVA.

 


PROGRAMMA

 

Sabato 23 novembre a Bologna, dalle 10:00 alle 15:00 al Cinema Odeon (Via Mascarella, 3) si terrà l’assemblea nazionale di èVIVA “Da che parte stiamo. 5 temi per una svolta radicale sul lavoro e la vita delle persone”.

I lavori saranno aperti dalla relazione di Francesco Laforgia, portavoce nazionale di èVIVA.

Interverranno Luca Pastorino, Silvia Prodi, Serena Spinelli, Filippo Fossati, rappresentanti dei comitati di èVIVA da tutto il territorio nazionale e un insieme di personalità politiche, civiche, intellettuali che ci consentiranno di entrare nel merito dei grandi temi che abbiamo messo al centro del nostro incontro:

Reddito
Riduzione dell’orario di lavoro
Redistribuzione della ricchezza
Rivoluzione verde
Riforma della democrazia.

Saranno con noi:
Marta Fana, Massimo Villone, Elly Schlein, Marco Grimaldi, Massimo Amato, Andrea Ventura, Marilena Grassadonia, Federico Martelloni, Maria Cecilia Guerra, Nicola Fratoianni.
E poi Riccardo Mancuso, militante di Riders Union Bologna e Paolo Paticchio, presidente nazionale del Treno della memoria.

Abbiamo costruito questa assemblea col principale obiettivo di favorire una discussione pubblica dentro al campo di una sinistra sempre più frammentata.

Capire, anche alla luce di una inaspettata reviviscenza di LeU nella nuova fase, se vogliamo, anche da lì, esercitare una funzione politica e non solo di governo.

Le piazze di questi giorni ci danno ossigeno e fanno ben sperare. Ma sono piazze orfane di una rappresentanza e che chiedono una casa politica che oggi non hanno.

Confrontarci sul ruolo che intendiamo svolgere, chi vogliamo rappresentare.

Se vogliamo essere protagonisti nel processo di scomposizione-ricomposizione in atto nel campo democratico e progressista, che è destinato a mutare profondamente, è necessario rimettere al centro la politica.

È tempo di dire e di dirci DA CHE PARTE STIAMO.

 


 



5 Novembre 20196min

 

Da che parte stiamo.

Chi vogliamo rappresentare.
Qual è il rapporto tra la sinistra al governo e un elettorato sempre più sfiancato dalle nostre continue frammentazioni.
Quali le priorità che immaginiamo per il Paese e per le quali ci vogliamo battere.

Quali i processi politici e i temi per cui intendiamo spenderci in vista delle elezioni regionali alle porte e che in Emilia-Romagna come in Toscana ci vedono protagonisti di percorsi unitari non semplici, che proprio sui contenuti misureranno la propria credibilità.

Di tutto questo vogliamo discutere sabato 23 novembre all’assemblea nazionale di èVIVA a Bologna e non intendiamo farlo da soli.  C’è un nuovo campo politico che può determinarsi. Non lo si fa in laboratorio né con le foto di rito che durano il tempo di una tornata elettorale.

Noi vogliamo provare a farlo mettendo in campo la giusta dose di ambizione e coraggio, lanciando una sfida a tutte le forze interessate ad aprire una discussione che deve essere pubblica e collettiva.

Solo con la chiarezza della proposta politica possiamo capire se la reviviscenza di LeU, che oggi è rappresentata al Governo e nei gruppi parlamentari, può portarci a superare il nostro insopportabile frazionamento.

Solo così possiamo verificare la disponibilità del PD a ripensarsi radicalmente e del M5S a compiere una definitiva scelta di campo, dopo la parentesi con la destra reazionaria.

Per noi ci sono cinque questioni, 5″R” che possono definire il perimetro, la possibilità di alleanze e di rimescolamento per una nuova offerta politica.

REDDITO, perchè le diseguaglianze aumentano e dobbiamo lottare per salari più alti e lavori sicuri, per un salario minimo adeguato, per un reddito di dignità;

RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO a parità di salario, perchè l’innovazione tecnologica per migliorare davvero le nostre vite deve servire prima di tutto a liberare tempo di lavoro, per redistribuirlo;

RIVOLUZIONE VERDE, per contrastare la crisi climatica attraverso la riconversione ecologica verso un nuovo modello di sviluppo, partendo dal ridurre le diseguaglianze di classe che dividono il paese;

REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA, perchè si torni a parlare di patrimoniale sulle grandi ricchezze, in particolare delle multinazionali con sede nei paradisi fiscali, per smantellare i monopoli privati;

RIFORMA DELLA DEMOCRAZIA, perchè non se ne può più di riforme che inseguono la demagogia dei “tagli” (dei parlamentari, della rappresentanza) e intanto tagliano fuori i cittadini dalle decisioni che riguardano le loro vite.

Vogliamo parlarne, discutere, far derivare da questo confronto una serie di iniziative concrete a livello parlamentare e di mobilitazione sui territori.

Lo faremo con vari interlocutori della politica, della società civile, di mondi e realtà che vivono sulla propria pelle le conseguenze di queste scelte.

Lo faremo continuando a dire, come già avevamo fatto nella nostra due giorni di Luglio, che quel che servirebbe in questo campo politico, è un “congresso” a tesi, sul Paese e per il Paese.

Che per arrivare a costruire un grande soggetto della sinistra, dobbiamo tutti rimetterci in discussione.
Che la sinistra non può essere ostaggio di strategie tra vertici di partito. Sempre più deboli, sempre più ristretti.

È tempo di dire e di dirci da che parte stiamo.
Cominciamo.

Ci vediamo a Bologna!

 


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30 Ottobre 20198min

 

 

 

Articolo de Il Manifesto

 

30 Ottobre 2019

Intervista di Daniela Preziosi de IL MANIFESTO al portavoce nazionale di èViva Francesco Laforgia.

Il senatore di Liberi e uguali: ciascuno di noi vaga in parlamento con una maglietta che non ha voglia di indossare, compresi i compagni di Art.1.   I nostri al governo rischiano di parlare poco più che a nome di se stessi.


 

Da un gruppo parlamentare in crisi di identità a protagonista di governo, nel giro di una notte di mezza estate. Francesco Laforgia descrive così la parabola discendente e poi di nuovo ascendente di Liberi e uguali.

«Noi di Leu da due mesi siamo catapultati in una vicenda politica inaspettata. Dopo il 4 marzo eravamo uno sbrindellato gruppo di opposizione, fatto di persone perbene che però dal giorno del voto hanno deciso di fare strade diverse. Volevamo trasformarci in un partito, non l’abbiamo fatto».

Laforgia, era meglio non far nascere il governo con Pd e M5S?

Non dico questo. Il paese rischiava un deriva reazionaria, abbiamo contribuito a evitarlo. Però oggi noi eletti di Leu improvvisamente ci troviamo a svolgere una funzione nella nuova maggioranza e abbiamo persino donne e uomini al governo. Così assistiamo al miracolo della resurrezione politica e mediatica di Leu.

Ma possiamo continuare a non chiederci chi siamo, qual è il vincolo che ci tiene in un gruppo parlamentare, a quale programma rispondiamo tanto più oggi che abbiamo la possibilità reale di modificare e proporre provvedimenti?

Una situazione pirandelliana: Leu c’è perché c’è al governo, altrimenti non ci sarebbe.

Come si fa a pensare di continuare la finzione ipocrita per cui non siamo riusciti a fare di Leu l’innesco di un processo ma almeno siamo un gruppo parlamentare, se poi anche lo stesso gruppo inizia a sgretolarsi con l’uscita di due parlamentari (due donne, Boldrini al Pd, Occhionero a Italia Viva, ndr)?

Non so se siano i primi abbandoni di una serie. Ma gli argomenti utilizzati per lasciare il gruppo umiliano tutti. E tanto più chi tra noi è più esposto nel portare sul petto l’etichetta di Leu.

Cosa propone?

Ci sono due strade. O si prende atto della situazione e si certifica la chiusura anche formale di Leu, sciogliendo i gruppi parlamentari. Mettendo fine a una condizione per la quale ciascuno di noi vaga, sul piano dell’attività parlamentare, senza un disegno e indossando una maglietta che non ha voglia di indossare, compresi i compagni di Art.1. Con il rischio che gli stessi nostri al governo rappresentino poco più che se stessi.

Oppure si percorre la strada della politica. Che non vuol dire fare quello che non abbiamo saputo o voluto fare in questi mesi. Ma almeno farci la domanda sulla rappresentanza che vogliamo portare nella sfida del Governo.

Quella domanda che non ci siamo fatti al momento della formazione del governo. Non so nulla di come Leu – perché tutti i giorni parlano di noi chiamandoci Leu – dovrebbe cambiare per esempio il reddito di cittadinanza. Non so cosa pensiamo del salario minimo, che giudizio diamo delle scelte sulle questioni ambientali (per me troppo timide), se abbiamo smesso di chiedere la cancellazione di parti del jobs act e la reintroduzione delle tutele contro i licenziamenti illegittimi.

Così come ignoro le ragioni per cui abbiamo votato, senza elementi di distinzione, la riduzione dei parlamentari e che idea abbiamo della legge elettorale.

Insomma all’opposizione non ce l’avete fatta , ma oggi al governo dovreste fare Leu. E lo chiede proprio che lei aveva rotto e fondato un “movimento” autonomo?

Chiedo di affrontare queste domande con una discussione aperta, a tappe, che coinvolga non solo noi parlamentari ma personalità, intellettuali, esponenti del mondo sindacale e delle professioni.

E con un coordinamento tra le componenti di cui ormai sono costituiti i gruppi di Leu. Perché nessuno possa dire: ma voi chi siete? Lo dobbiamo anche ai militanti ed elettori generosi che abbiamo sballottato di qua e di là senza indicare una strada.

Se il campo democratico e progressista è destinato a mutare profondamente l’unico modo per svolgere una funzione è tornare alla politica. La sinistra è qualcosa di molto più grande di noi. Non abbiamo diritto di tenerla in ostaggio.

La sinistra non è vostro ostaggio: vi hanno votato in pochi, come dice lei, generosi.

Se penso al milione e trecento mila voti di Salvini nel 2013 e al milione e centomila di Leu nel 2018, fa rabbia l’idea di averli cestinati quei voti. Si può essere piccoli ma ragionare in grande. È l’unico modo per diventare grandi davvero.

L’impressione è che le componenti di Leu stiano aspettando un big bang del Pd, per entrarci. O almeno allearsi. Impressione sbagliata?

La vicenda umbra dimostra che non basta una posa a favore di telecamera a far riappassionare le persone alla causa. Nel processo di scomposizione e ricomposizione che interesserà, ne sono convinto, sia il Pd che il M5S, puoi svolgere un ruolo se non continui ad essere inerte e afono come siamo noi in tutto questo tempo. Ma se rimetti al centro la politica. A quel punto torneranno anche gli elettori.

 


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26 Ottobre 20193min

 

25 Ottobre 2019

 

 

 

 


Liberazione di Predappio, èViva: “Riconoscere il reato di apologia del fascismo”

 

èViva Forlì parteciperà alla giornata organizzata dall’Anpi a Predappio nel pomeriggio e nella serata di domenica, per festeggiare la liberazione della città dal nazifascismo avvenuta il 28 ottobre 1944

 


 

“La riapertura della cripta di Mussolini in occasione dell’infausto anniversario della marcia su Roma e l’attenzione mediatica sull’evento sono il segno di una volontà di minimizzare, di “normalizzare” l’esaltazione del dramma del fascismo che in Italia ed in Europa ha sacrificato Libertà e Pace e per il quale il nostro territorio ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane” – affermano Mattia Rossi, coordinatore èViva Forlì, e Gessica Allegni, coordinamento nazionale èViva – “Noi vogliamo  mantenere viva la coscienza civile e democratica sul tema.

Già lo scorso anno attraverso il nostro portavoce nazionale e senatore Francesco Laforgia siamo intervenuti a seguito delle vergognose manifestazioni nostalgiche, presentando una interrogazione al Ministro degli interni.

Ancora oggi continuiamo a chiedere e a pretendere che il reato di apologia del fascismo sia effettivamente riconosciuto e punito, applicando la legge, e che vengano rispettati i principi costituzionali”.

 

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12 Ottobre 20194min

 

AskaNews

Agenzia d’informazione

12 Ottobre 2019

 

 

 

 


Alleanza larga per battere le destre

 


 

 “Vogliamo contribuire a formare un’alleanza larga per battere le destre, certamente, ma anche per dare un governo alla Regione Toscana che non sia la semplice continuità con quanto si è fatto fin qui e che segni un rinnovamento vero anche nella capacità della sinistra di aprirsi ad altre realtà che si battono per i nostri stessi obiettivi.

Bene quindi il rapporto costruttivo con Comunità Civica Toscana e il dialogo aperto con i Verdi, ai quali ci accomuna l’esigenza di mettere al centro del programma di governo un nuovo modello di sviluppo.

È necessario costruire un progetto per la Toscana in grado incrociare le esperienze positive di amministratori, movimenti e associazioni e che sia in grado di costruire una coalizione ampia dei progressisti come affermato anche da Simone Siliani a nome del comitato promotore “2020 a Sinistra”. Lo hanno dichiarato i Parlamentari di Leu esponenti del movimento Politico èViva Francesco Laforgia e Luca Pastorino.

“Per questo- proseguono- come èVIVA siamo pienamente protagonisti di questo progetto, che non intende essere la stampella sinistra del Partito Democratico ma sfidare tutte le forze del nostro campo ad avanzare proposte coraggiose che non si limitino al mero tentativo di mantenere le redini del governo della regione.

Le ultime tornate elettorali ci hanno dimostrato che nulla è più scontato e che i nostri elettori non sono interessati ad operazioni di facciata o semplici operazioni di restyling del centrosinistra”.

“Dalla salute al welfare, alla mobilità e alle infrastrutture, fino alla transizione ecologica – ha concluso- tante sono le questioni su cui si gioca la possibilità di migliorare concretamente la vita dei cittadini anche rinunciando a vecchie convinzioni.

Noi ci battiamo per questo e ci saremo per questo. In Toscana, come in tutta Italia, èViva vuole essere uno strumento di ricomposizione e costruzione di un nuovo pensiero per una sinistra moderna, capace di riconquistare fiducia e credibilità”.


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10 Ottobre 20195min

 

 

BrindisiCronaca.it

10 Ottobre 2019

 

 

 

 


È nata “L’Agorà della Sinistra” a Brindisi: stretto legame con l’assessore D’Errico e la Consigliere Dell’Anna

 


 

Mercoledì 9 ottobre si è costituito a Brindisi il Circolo “l’Agorà della Sinistra” che fa riferimento alla organizzazione provinciale della Sinistra Italiana. La riunione è stata molto partecipata con il contributo anche di compagne e compagni della provincia, di Leo Caroli, Responsabile della Task Force regionale per il Lavoro, Marilina Nocco della CGIL prov.le e Nico Bavaro, Segretario Regionale di Sinistra Italiana.

 

Il Circolo rappresenta la realizzazione dello stretto intreccio politico ed organizzativo degli iscritti e simpatizzanti del Movimento “èViva”, impegnato a livello nazionale nello sforzo della costruzione di una Sinistra unita, e degli iscritti e simpatizzanti di Sinistra Italiana, partito strutturato della Sinistra.

Il Circolo vuole essere un coraggioso esempio di come si possono mettere insieme le disperse forze della Sinistra ed una scommessa sulla più ampia interrelazione con  i soggetti collettivi (tra cui in primis la CGIL ed i Sindacati Confederali) ed i cittadini per rispondere alle domande che sorgono drammatiche dal tessuto urbano, dalle condizioni ambientali e dal mondo del lavoro  nonché per proporre, nel modo più ampio e partecipato, dibattito e proposte di risoluzione.

Un impegno importante che si vuole affrontare insieme alle compagne ed ai compagni di Rifondazione Comunista con cui è condivisa una lunga storia di impegno comune e la sede in Via porta Lecce 134  ma anche insieme alle forze del Centro Sinistra con cui si partecipa al governo della Città, specie con quelle con cui vi è significativa comunanza di visione sullo sviluppo di Brindisi.

Nella riunione è stato confermato il convinto appoggio e contributo al Sindaco Rossi ed alla Giunta di Centro Sinistra, come è stato confermato lo stretto legame politico con l’Assessore Cristiano D’Errico e la Consigliera Livia Dell’Anna.

Il  Circolo avvierà una prima fase di confronti sulle tematiche sociali ed ambientali di Brindisi nonché di organizzazione interna.

Per questo lavoro iniziale e facendosi forti dei quattro anni di impegno comune già sviluppato, è stata affidata ad Enzo Casone la funzione di Coordinatore, il quale continuerà ad interagire col Segretario Provinciale di Sinistra Italiana Pasquale Barba e promuoverà la più ampia partecipazione nonchè la individuazione di specifici gruppi di studio e lavoro.

I valori e la rappresentanza della Sinistra esistono; bisogna avere la forza di renderli concreti e vivi nella società moderna utilizzando forme nuove di partecipazione ed unità.

 


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7 Ottobre 20195min

 

Viva Radda in Chianti

Viva Greve in Chianti

èViva – movimento politico

 

 

 

 


RADDA IN CHIANTI –  Piazza IV Novembre

Sabato 12 e Domenica 13 Ottobre

 


 

Sabato 12 e Domenica 13 Ottobre 2019, organizzata dai Comitati di Viva di Radda in Chianti e Greve in Chianti, in stretta collaborazione con èViva movimento politico, una ventata di novità nelle amene colline del Chianti.

Due giorni di incontri, dibattiti, presentazione di libri, sui temi politici, sociali, culturali del momento.

Alla manifestazione parteciperanno i parlamentari di èViva, esperti dei temi in programma, operatori sociali e religiosi, i rappresentanti delle Istituzioni locali e delle Associazioni.

Incontri conviviali, anche per conoscere e per conoscersi, per confrontare idee, storie, futuro. Perché la questione della cosiddetta sinistra sta tutta qui, nel riaggregare in nuova soggettività e  che tale sia percepita, non nei simboli o nell’ammucchiata dei simboli, ma nell’approccio  ai problemi con cui hanno a che fare tutti i giorni cittadini e cittadine, giovani studenti, precari sottopagati e sfruttati, coloro che perdono il lavoro.

Nelle condizioni date non è possibile per tutti loro guardare al futuro, programmare la loro vita, costruire una famiglia.

E’ assodato che le politiche liberiste del capitalismo controllato, della finanza libera, il privilegio della governabilità a discapito della partecipazione, hanno portato ad un dissesto economico, industriale, sociale, ambientale, in nome del profitto, dello sfruttamento delle persone e dell’ambiente. Le disuguaglianze sono arrivate ad un punto intollerabile.

Tutta l’area della cosiddetta sinistra, dal PDS, DS, PD, ed i tanti piccoli partiti che hanno cercato di raccogliere le briciole per interessi di gruppi ristretti, se non personali, hanno reso possibile l’avanzare dei partiti di destra fino ad arrivare al populista di turno, alla risurrezione della difesa dell’Italia che fu.

èVIVA deve provare a cambiare questo paradigma, partendo da cose molto semplici.

Green New Deal, partire dall’ambiente per cambiare il sistema produttivo, produrre ciò che serve, distribuire la ricchezza in modo progressivo. Chi ha di più deve pagare di più. Tutelare le persone, valorizzare la scuola, l’università e la ricerca, garantire la sanità pubblica.

Rimuovere tutte le incrostazioni che sono state frapposte nel tempo fra gli articoli della Costituzione. Rianimare, promuovere la partecipazione a tutti i livelli, togliere le disfunzioni permeate nella società in modo profondo dalla mafia, dalla corruzione, dall’evasione intollerabile, recuperare la sobrietà della politica, dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni.

Inserire nella Costituzione il metodo proporzionale per l’elezione di tutti gli organismi istituzionali, in modo da togliere alle teste calde di turno, la tentazione di stravolgere la storia e la nostra Repubblica.      

   Programma della festa:

 



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