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28 Luglio 20207min

Circa 7 ore di assemblea online, venerdì scorso, hanno messo il primo mattoncino per la costruzione di una rete ecologista, femminista e di sinistra, di cui èVIVA è tra i principali promotori.

Un rete che tiene insieme parlamentari di varia provenienza, amministratori, rappresentanti di esperienze civiche territoriali, esponenti del mondo delle associazioni, accomunati dalla consapevolezza che per raccogliere la sfida di un nuovo modello di sviluppo fondato su inclusione sociale e transizione ecologica, i soggetti politici in campo non siano più sufficienti.

Del resto, come èVIVA lo sosteniamo da tempo: il cambiamento che serve deve partire da noi.

Dal superamento di una frammentazione a sinistra che non ha più giustificazioni, dall’abbattimento dei nostri piccoli recinti per riuscire ad aggregare mondi diversi, per poter incidere sulle scelte di governo e dare rappresentanza a tanti che da troppo tempo non hanno più alcun riferimento credibile.

Sono state tante le voci che si sono alternate nei tavoli tematici virtuali e nella discussione, seguiti all’introduzione di Francesco Laforgia, molto chiara nell’esporre ragioni ed obiettivi del percorso: coltivare uno spazio privo di rappresentanza, farlo costruendo occasioni di dialogo e di confronto dando alla rete un’organizzazione e poi, presto, anche una soggettività. Generare un fatto nuovo nel panorama politico statico del Paese.

Significativo, tra gli altri, il sostegno del Presidente dei Verdi Europei Philippe Lamberts che nel suo intervento ha sottolineato l’”esigenza di una forza politica nel nostro paese capace di portare i valori progressisti ed ecologisti all’interno dell’agenda nazionale ed europea”.

Si sono messe in campo proposte, in particolare in vista del Recovery Plan a cui sarà anche dedicato un appuntamento specifico, sempre online, a settembre.

Su questo, come in generale su ognuno dei 4 macro-temi affrontati nella prima parte dell’assemblea (governo delle città, diritti umani e flussi migratori, economia e lavoro, mutamenti climatici) è emersa la volontà di costruire una strategia parlamentare comune, capace di dare voce alle istanze che emergono dalla società civile, sul fronte della ricostruzione post-covid.

L’intento è cominciare fin da subito a parlare con una sola voce nelle aule parlamentari e, a mano a mano, farlo dentro alle altre istituzioni e sui territori, dove la rete dovrà radicarsi e crescere.

A questo proposito siamo tutti ben consapevoli dei grossi limiti che in termini di partecipazione può rappresentare una assemblea in diretta streaming, ma occorreva partire, in qualche modo, e la condizione in cui abbiamo dato vita al progetto non consentiva modalità alternative.

Oltre all’appuntamento di settembre però, ne abbiamo già previsto uno per il mese di Ottobre (la data verrà presto comunicata), questa volta in presenza, dove dare alla rete una vera e propria organizzazione e, questo è quello che noi ci auguriamo, una soggettività politica.

Veniamo da anni di grandi delusioni e di promesse non mantenute, sappiamo bene quanto le dichiarazioni di intenti non siano più sufficienti a riconquistare una fiducia più volte tradita. Ma ci siamo rimessi in cammino e la strada è quella che come èVIVA abbiamo sempre tentato di intraprendere.

Continueremo a lavorare, per raggiungere l’obiettivo.



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