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13 Novembre 20194min

 

èViva Milano Sud Ovest

13 Novembre 2019

 

 

 

 


In queste ore in Bolivia è in atto un vero e proprio colpo di stato ai danni del Presidente Morales.

Purtroppo si è seguito un copione ben preciso e scritto ben lontano dalla nazione sudamericana e che segue le logiche imperialistiche statunitensi.

L’esercito e la polizia, che appoggiano la minoranza bianca,  hanno acceso nel Paese violente rivolte a seguito di presunte accuse di irregolarità elettorali lanciate verso il Presidente Morales.

Manifestazione di boliviani a sostegno di Morales

Un copione identico a quello attuato in Venezuela ai danni del governo Maduro ma con un esito ben diverso.

Grazie ad appoggi esterni e ingerenze estere, Camacho e Carlos Mesa stanno ferocemente cavalcando questa situazione e le forze democratiche del Paese non riescono a tener loro testa.

Una modalità oramai consolidata che colpisce i governi democratici e progressisti quando questi non seguono i dettami imposti da potenze estere; importanti infatti sono stati i provvedimenti del Presidente Morales a favore di una nazionalizzazione delle risorse del Paese nel rispetto dell’articolo 9.6 della costituzione dello Stato Plurinazionale della Bolivia: “promuovere e garantire lo sfruttamento responsabile e pianificato delle risorse naturali”.

La Bolivia è ricca di gas, coltan e soprattutto litio e ciò la rende preda del peggior capitalismo estrattivo che considera le nazioni meramente delle risorse da sfruttare e i popoli che vi abitano un ostacolo a questo progetto.

Chi non vede un interesse economico dietro i fatti accaduti in queste ore non può essere considerato semplicemente miope ma deve essere considerato solidale alle potenze imperialistiche.

Chiediamo quindi alle Istituzioni Italiane ed Europee di prendere posizione e condannare quanto accaduto fino ora.


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26 Ottobre 20193min

 

25 Ottobre 2019

 

 

 

 


Liberazione di Predappio, èViva: “Riconoscere il reato di apologia del fascismo”

 

èViva Forlì parteciperà alla giornata organizzata dall’Anpi a Predappio nel pomeriggio e nella serata di domenica, per festeggiare la liberazione della città dal nazifascismo avvenuta il 28 ottobre 1944

 


 

“La riapertura della cripta di Mussolini in occasione dell’infausto anniversario della marcia su Roma e l’attenzione mediatica sull’evento sono il segno di una volontà di minimizzare, di “normalizzare” l’esaltazione del dramma del fascismo che in Italia ed in Europa ha sacrificato Libertà e Pace e per il quale il nostro territorio ha pagato un prezzo altissimo in termini di vite umane” – affermano Mattia Rossi, coordinatore èViva Forlì, e Gessica Allegni, coordinamento nazionale èViva – “Noi vogliamo  mantenere viva la coscienza civile e democratica sul tema.

Già lo scorso anno attraverso il nostro portavoce nazionale e senatore Francesco Laforgia siamo intervenuti a seguito delle vergognose manifestazioni nostalgiche, presentando una interrogazione al Ministro degli interni.

Ancora oggi continuiamo a chiedere e a pretendere che il reato di apologia del fascismo sia effettivamente riconosciuto e punito, applicando la legge, e che vengano rispettati i principi costituzionali”.

 

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12 Ottobre 20194min

 

AskaNews

Agenzia d’informazione

12 Ottobre 2019

 

 

 

 


Alleanza larga per battere le destre

 


 

 “Vogliamo contribuire a formare un’alleanza larga per battere le destre, certamente, ma anche per dare un governo alla Regione Toscana che non sia la semplice continuità con quanto si è fatto fin qui e che segni un rinnovamento vero anche nella capacità della sinistra di aprirsi ad altre realtà che si battono per i nostri stessi obiettivi.

Bene quindi il rapporto costruttivo con Comunità Civica Toscana e il dialogo aperto con i Verdi, ai quali ci accomuna l’esigenza di mettere al centro del programma di governo un nuovo modello di sviluppo.

È necessario costruire un progetto per la Toscana in grado incrociare le esperienze positive di amministratori, movimenti e associazioni e che sia in grado di costruire una coalizione ampia dei progressisti come affermato anche da Simone Siliani a nome del comitato promotore “2020 a Sinistra”. Lo hanno dichiarato i Parlamentari di Leu esponenti del movimento Politico èViva Francesco Laforgia e Luca Pastorino.

“Per questo- proseguono- come èVIVA siamo pienamente protagonisti di questo progetto, che non intende essere la stampella sinistra del Partito Democratico ma sfidare tutte le forze del nostro campo ad avanzare proposte coraggiose che non si limitino al mero tentativo di mantenere le redini del governo della regione.

Le ultime tornate elettorali ci hanno dimostrato che nulla è più scontato e che i nostri elettori non sono interessati ad operazioni di facciata o semplici operazioni di restyling del centrosinistra”.

“Dalla salute al welfare, alla mobilità e alle infrastrutture, fino alla transizione ecologica – ha concluso- tante sono le questioni su cui si gioca la possibilità di migliorare concretamente la vita dei cittadini anche rinunciando a vecchie convinzioni.

Noi ci battiamo per questo e ci saremo per questo. In Toscana, come in tutta Italia, èViva vuole essere uno strumento di ricomposizione e costruzione di un nuovo pensiero per una sinistra moderna, capace di riconquistare fiducia e credibilità”.


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10 Ottobre 20195min

 

 

BrindisiCronaca.it

10 Ottobre 2019

 

 

 

 


È nata “L’Agorà della Sinistra” a Brindisi: stretto legame con l’assessore D’Errico e la Consigliere Dell’Anna

 


 

Mercoledì 9 ottobre si è costituito a Brindisi il Circolo “l’Agorà della Sinistra” che fa riferimento alla organizzazione provinciale della Sinistra Italiana. La riunione è stata molto partecipata con il contributo anche di compagne e compagni della provincia, di Leo Caroli, Responsabile della Task Force regionale per il Lavoro, Marilina Nocco della CGIL prov.le e Nico Bavaro, Segretario Regionale di Sinistra Italiana.

 

Il Circolo rappresenta la realizzazione dello stretto intreccio politico ed organizzativo degli iscritti e simpatizzanti del Movimento “èViva”, impegnato a livello nazionale nello sforzo della costruzione di una Sinistra unita, e degli iscritti e simpatizzanti di Sinistra Italiana, partito strutturato della Sinistra.

Il Circolo vuole essere un coraggioso esempio di come si possono mettere insieme le disperse forze della Sinistra ed una scommessa sulla più ampia interrelazione con  i soggetti collettivi (tra cui in primis la CGIL ed i Sindacati Confederali) ed i cittadini per rispondere alle domande che sorgono drammatiche dal tessuto urbano, dalle condizioni ambientali e dal mondo del lavoro  nonché per proporre, nel modo più ampio e partecipato, dibattito e proposte di risoluzione.

Un impegno importante che si vuole affrontare insieme alle compagne ed ai compagni di Rifondazione Comunista con cui è condivisa una lunga storia di impegno comune e la sede in Via porta Lecce 134  ma anche insieme alle forze del Centro Sinistra con cui si partecipa al governo della Città, specie con quelle con cui vi è significativa comunanza di visione sullo sviluppo di Brindisi.

Nella riunione è stato confermato il convinto appoggio e contributo al Sindaco Rossi ed alla Giunta di Centro Sinistra, come è stato confermato lo stretto legame politico con l’Assessore Cristiano D’Errico e la Consigliera Livia Dell’Anna.

Il  Circolo avvierà una prima fase di confronti sulle tematiche sociali ed ambientali di Brindisi nonché di organizzazione interna.

Per questo lavoro iniziale e facendosi forti dei quattro anni di impegno comune già sviluppato, è stata affidata ad Enzo Casone la funzione di Coordinatore, il quale continuerà ad interagire col Segretario Provinciale di Sinistra Italiana Pasquale Barba e promuoverà la più ampia partecipazione nonchè la individuazione di specifici gruppi di studio e lavoro.

I valori e la rappresentanza della Sinistra esistono; bisogna avere la forza di renderli concreti e vivi nella società moderna utilizzando forme nuove di partecipazione ed unità.

 


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7 Ottobre 20195min

 

Viva Radda in Chianti

Viva Greve in Chianti

èViva – movimento politico

 

 

 

 


RADDA IN CHIANTI –  Piazza IV Novembre

Sabato 12 e Domenica 13 Ottobre

 


 

Sabato 12 e Domenica 13 Ottobre 2019, organizzata dai Comitati di Viva di Radda in Chianti e Greve in Chianti, in stretta collaborazione con èViva movimento politico, una ventata di novità nelle amene colline del Chianti.

Due giorni di incontri, dibattiti, presentazione di libri, sui temi politici, sociali, culturali del momento.

Alla manifestazione parteciperanno i parlamentari di èViva, esperti dei temi in programma, operatori sociali e religiosi, i rappresentanti delle Istituzioni locali e delle Associazioni.

Incontri conviviali, anche per conoscere e per conoscersi, per confrontare idee, storie, futuro. Perché la questione della cosiddetta sinistra sta tutta qui, nel riaggregare in nuova soggettività e  che tale sia percepita, non nei simboli o nell’ammucchiata dei simboli, ma nell’approccio  ai problemi con cui hanno a che fare tutti i giorni cittadini e cittadine, giovani studenti, precari sottopagati e sfruttati, coloro che perdono il lavoro.

Nelle condizioni date non è possibile per tutti loro guardare al futuro, programmare la loro vita, costruire una famiglia.

E’ assodato che le politiche liberiste del capitalismo controllato, della finanza libera, il privilegio della governabilità a discapito della partecipazione, hanno portato ad un dissesto economico, industriale, sociale, ambientale, in nome del profitto, dello sfruttamento delle persone e dell’ambiente. Le disuguaglianze sono arrivate ad un punto intollerabile.

Tutta l’area della cosiddetta sinistra, dal PDS, DS, PD, ed i tanti piccoli partiti che hanno cercato di raccogliere le briciole per interessi di gruppi ristretti, se non personali, hanno reso possibile l’avanzare dei partiti di destra fino ad arrivare al populista di turno, alla risurrezione della difesa dell’Italia che fu.

èVIVA deve provare a cambiare questo paradigma, partendo da cose molto semplici.

Green New Deal, partire dall’ambiente per cambiare il sistema produttivo, produrre ciò che serve, distribuire la ricchezza in modo progressivo. Chi ha di più deve pagare di più. Tutelare le persone, valorizzare la scuola, l’università e la ricerca, garantire la sanità pubblica.

Rimuovere tutte le incrostazioni che sono state frapposte nel tempo fra gli articoli della Costituzione. Rianimare, promuovere la partecipazione a tutti i livelli, togliere le disfunzioni permeate nella società in modo profondo dalla mafia, dalla corruzione, dall’evasione intollerabile, recuperare la sobrietà della politica, dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni.

Inserire nella Costituzione il metodo proporzionale per l’elezione di tutti gli organismi istituzionali, in modo da togliere alle teste calde di turno, la tentazione di stravolgere la storia e la nostra Repubblica.      

   Programma della festa:

 


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31 Agosto 201910min

èViva Campania

 

 

30 Agosto 2019

 


èViva Campania: Condividiamo la “Riflessione sulla questione ambientale” a cura del compagno Jacopo Esposito coordinatore regionale e membro del comitato nazionale di ÈViva.

 


 

I recenti fatti di cronaca in merito ai drammatici incendi scoppiati in Siberia e nella foresta Amazzonica ai quali si aggiungono, gli oltre diecimila incendi che stanno devastando il secondo polmone verde del nostro pianeta ovvero la foresta pluviale che attraversa l’Angola, lo Zambia e il sud del Congo, hanno destato l’attenzione dell’opinione pubblica sulla gravità della questione ambientale, la quale può essere paragonata come intensità, gravità e capacità di sensibilizzazione delle masse alla questione pacifista che ha caratterizzato gli inizi degli anni 70.

Proprio per queste sue caratteristiche la questione ambientale rientra fra le questioni principali del nostro secolo, la quale appunto per la sua intensità e gravità riesce a intersecare diversi aspetti della nostra vita e diverse questioni lasciate a lungo irrisolte nel nostro paese, partendo dalla questione sociale.

L’attuale crisi climatica, che stiamo oggi vivendo, è figlia di un determinato paradigma di sviluppo che mira ad uno sfruttamento intensivo dei lavoratori e delle risorse del nostro pianeta in favore del perdurare dell’arricchimento di pochi, fino ad arrivare alla questione morale che ormai tristemente ci caratterizza come paese, difatti da Nord a Sud si sviluppano politiche di clientelismo fra amministratori locali e diversi gruppi di potere a partire dalla criminalità organizzata, il tutto ai danni dell’ambiente che ci circonda e dunque della collettività.

Proprio per questo partendo dalla questione ambientale si intravede una possibilità di profondo rinnovamento per il nostro Paese e non solo.

Pertanto sarebbe sbagliato etichettare questa lotta come una semplice lotta generazionale fra coloro che hanno ereditato questo mondo e le future generazioni che lo erediteranno, al contrario questa è una lotta “intragenerazionale” in quanto questa lotta è uno scontro tra due forze distinte e contrapposte, delle forze conservatrici e reazionarie (Vedasi Trump, Bolsonaro e Putin) che intendono preservare l’attuale status quo e i meccanismi di potere che da questo derivano, e delle forze progressiste e ambientaliste che al contrario intendono cambiare radicalmente e dunque rinnovare l’attuale modello di società.

Ed è proprio compito di quei partiti e movimenti politici che fanno riferimento a questa seconda area, aprirsi al dialogo con tutti i movimenti ambientalisti che si sono venuti a formare (formati in gran parte da giovani) per lasciarsi dunque contaminare dalla loro energia e volontà di rinnovamento della società, è solo in questo modo che questi partiti potranno giungere ad un autentico rinnovamento e così finalmente interpretare le lotte dei movimenti ambientalisti traducendole in una proposta politica comune che partendo dall’ambiente abbracci le varie tematiche ancora irrisolte di cui abbiamo parlato in precedenza e che si ponga l’obiettivo del raggiungimento di un effettivo rinnovamento del nostro Paese, delle sue Istituzioni e del mondo che lo circonda.

 


 

Fridays for future Napoli
#FFF
#FridaysForFuture
#Amazzonia
#èViva

 


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4 Agosto 20196min

èViva – MILANO

 

Programma Festa èViva

6 – 7 – 8  Settembre 2019

 


Si terrà a Cascina Monterobbio, nei giorni 6, 7 e 8 Settembre prossimo la prima festa di èViva di Milano.
Questo il programma:

 


 
VENERDI’ 6 SETTEMBRE

19.00 – Apertura festa

Cena  (anche su prenotazione)  –  cell.  347 4154800

21.00 – Concerto de “I CARRETTIERI”  viaggio tra le musiche popolari dal nord al sud dell’Italia e non solo


 

SABATO 7 SETTEMBRE

16.00 – Parliamo di GREEN NEW DEAL: SALVIAMO IL PIANETA E IL LAVORO

con  Mario AgostinelliPresidente di “Energia Felice” e aderente a “Laudato Sì”

Andrea SerraGruppo promotore “Una nuova proposta politica. Per un Green New Deal”

Coordina: Paola Giudiceandrea –  Esperta di comunicazione

All’inziativa sono state invitate associazioni ambientaliste

19.00 – Cena (anche su prenotazione)  – Cell.  347 4154800

21.00 – Concerto della bandRAW HIDE ROCK”    

ospite d’onore OMAR PEDRINI


 

DOMENICA 8 SETTEMBRE

10.30 – Parliamo di IMMIGRAZIONE E DECRETO SICUREZZA BIS

con i rappresentanti dell’Associazione Mediterranea

13.00 –  Pranzo su prenotazione  – costo € 22,00  –  )  cell. 347 4154800

16.00 – Parliamo di ECONOMIA SPORCA IN LOMBARDIA: MAFIE INVISIBILI MA IN ESPANSIONE
con: Dott.ssa Laura Barbaini  –  P.M. Sostituto Procuratore Generale della  Corte d’Appello di Milano

Don Massimo Mapelli  – Caritas Ambrosiana

Dott. Alessandro Diano  – Ass. P. Impastato/Caselli –  Agende rosse S. Borsellino

Coordina: Luca Rinaldi  – Giornalista, IRPI (Investigative Reporting Project Italy)

 

18.00 – Intervento di FRANCESCO LAFORGIA portavoce nazionale di èViva

19.30  – Cena

22.00  – Estrazione dei biglietti della Lotteria


 

Scarica il programma completo della festa


 


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19 Luglio 20195min

èViva – Roma Capitale

 

Comunicato stampa

19 Luglio 2019

 


Consegnate in Campidoglio 7.500 firme per la delibera popolare sui rifiuti.

 


 

Stamane sono state consegnate in Campidoglio circa 7.500 firme validate dagli uffici elettorali del Comune di Roma per la deliberazione di iniziativa popolare in merito al trattamento dei rifiuti a Roma e alla riorganizzazione di AMA.

Il comitato promotore, cui hanno aderito oltre a Zero Waste non solo molte associazioni civiche ma anche i Municipi 1, 2 e 8, movimenti politici come èViva e partiti come Sinistra Italiana, ne ha raccolte oltre 9.000.

I cittadini si sostituiscono al Comune che, negli ultimi anni, è stato capace solo di cambiare continuamente i vertici AMA e gli assessori. A 5 mesi dalle dimissioni dell’assessore Montanari, ancora non abbiamo un assessore con delega ai rifiuti.

Guido Marinelli – èViva

“Siamo molto soddisfatti della risposta dei cittadini – dichiara Guido Marinelli, membro del comitato promotore e coordinatore del Comitato romano di èViva – perché hanno dimostrato una grande partecipazione a una proposta che ha il coraggio di mettere nero su bianco alcuni aspetti essenziali quali:

  • Un Piano industriale AMA basato su raccolta differenziata spinta e la titolarità pubblica dell’intero ciclo di gestione dei rifiuti, con la realizzazione di impianti di compostaggio, di trattamento per il recupero, il riuso, il riciclo, il recupero di materia, in modo da generare ricchezza dal ciclo dei rifiuti a vantaggio della collettività: i rifiuti da problema possono diventare risorsa e i vantaggi devono essere di tutti, tramite riduzione delle tariffe TARI, e non di pochi privati che possiedono gli impianti.
  • Partecipazione popolare nella definizione di strategie, obiettivi, strumenti, attivando in ciascun Municipio un Osservatorio Rifiuti per ridurre al minimo la frazione di rifiuti da smaltire in discarica o da incenerire. I termovalizzatori esistenti sono più che sufficienti tenendo conto degli obiettivi di raccolta differenziata imposti dalle normative europee.
  • L’individuazione di presidi istituzionali, a livello municipale, in modo da portare l’organizzazione AMA più vicino ai cittadini e ai problemi da risolvere.”

“Ora inizia la vera battaglia – conclude Marinelli – per portare le richieste dei cittadini in assemblea capitolina e farle approvare. Verificheremo nei fatti la volontà delle forze politiche che siedono sugli scranni del Campidoglio, di maggioranza e di opposizione, a trasformare ciò che ora è un danno per l’ambiente e per le tasche dei cittadini in una risorsa a impatto zero sull’ambiente e che porti vantaggi economici per la collettività.

È finita l’epoca dei “signori dei rifiuti” che guadagnavano sulle spalle di tutti.”

 

 

 

 


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17 Luglio 20198min

Quotidiano online

17 Luglio 2019

 


Bibbiano, Gessica Allegni: “Non solo commissioni di inchiesta, il welfare torni ad essere una priorità”

 


 

Bibbiano, Gessica Allegni: “Non solo commissioni di inchiesta, il welfare torni ad essere una priorità”

L’inchiesta di Reggio Emilia sugli affidi rimette pesantemente al centro la necessità di una autentica riflessione sulla qualità dei nostri servizi sociali, in particolare quelli destinati ai minori. In Senato le Commissione Affari Costituzionali e Giustizia riunite hanno dato parere favorevole all’istituzione di una commissione d’inchiesta su affidi e case famiglia, la regione Emilia-Romagna ha già istituito una commissione tecnica per valutare l’intero sistema di tutela minori e ieri anche il Comune di Forlì ha annunciato di voler istituire una commissione a livello locale“.

A parlare, sul caso di Bibbiano (RE) è Gessica Allegni, movimento politico èVIVA e assessore al welfare del Comune di Bertinoro.   Benissimo, ma non sia un modo per affrontare strumentalmente un tema così sensibile e soprattutto per affrontare la questione solo dal lato di presunte e circostanziate irregolarità da far emergere e punire. Questi strumenti avranno un senso se servirannoa scavare nelle responsabilità, nella gestione e controllo dei servizi pubblici e privati rivolti alle persone e a capire come rafforzare un sistema di welfare che si è frammentato e indebolito

Cè da aprire una dialettica con tutti i soggetti coinvolti e anche da non temere un’autocritica vera, non di facciata, sul calo di attenzione, o meglio di “cultura” dello stato sociale, sempre più ritenuto non essenziale” e sottoponibile a tagli ragioneristici per far fede alle esigenze di spesa corrente.

Ci sono voluti anni, di battaglie e di scelte difficili e lungimiranti, per uscire dalla concezione dei servizi  come misure meramente assistenziali. Non si retroceda su questo.

Quello che abbiamo bisogno di fare oggi è ricollocare le risorse per la formazione degli operatori, per sostenere i nuclei familiari che presentano carenze educative, ma che se aiutati possono farcela, c’è da aprire un confronto con le case famiglia, che non possono sottrarsi ai controlli, alla formazione permanente, alla rendicontazione costante dei percorsi intrapresi per i bambini coinvolti e che non vanno solo controllate, bensì accompagnate nella loro progettualità” sottolinea Allegni

Occorre pensare e realizzare per davvero il sistema integrato dei servizi sociali, che a Forlì e nel comprensiorio c’è, funziona, può essere un esempio per altre realtà, ma che anche nel nostro territorio forse ha bisogno di rinnovata attenzione.

Più in generale, a livello locale, regionale, nazionale, va posta più attenzione agli appalti, alla priorità che devono avere i requisiti di partecipazione dal punto di vista etico e delle competenze, fuori da opportunità riguardanti il minor costo e rapporti privilegiati con alcuni mondi e realtà.

Il pubblico deve rivendicare e recuperare una centralità che non abbia a che fare solo col ruolo di controllore ma di vero e proprio punto di riferimento e coordinamento, in un’idea del welfare come strumento di cura delle persone e per restituire loro un’opportunità di riscatto, di reinserimento, di realizzazione di sé” dice ancora l’esponente del movimento politico èVIVA e assessore al welfare a Bertinoro

E’ questo che ci chiedono gli sguardi dei bambini strappati alle loro famiglie, è quello che ci chiedono anche le famiglie stesse. Amare ed essere amati. In condizioni che lo possano consentire nella serenità e in un ambiente sicuro.

Il Comune di Forlì – ha concluso Allegni – si impegni ad essere motore e guida di un sistema che non dobbiamo solo mantenere o “correggere”, ma rafforzare, ascoltando le esigenze dei piccoli comuni che spesso scontano problemi di sotto organico proprio su queste funzioni nevralgiche per la vita delle nostre comunità.

Per questo la proposta di istituire una commissione meriterà di essere discussa e affrontata anche all’interno del comitato di distretto socio sanitario. Le famiglie, perchè non esiste solo la famiglia tradizionale, hanno bisogno di ascolto, partecipazione, sostegno.

Ne hanno bisogno gli operatori che devono vedere riconosciuti la loro professionalità e il loro diritto ad operare in sicurezza e nel riconoscimento delle necessarie tutele. Vale per il tema minori, vale per questione anziani e strutture residenziali su cui è altrettanto necessario porre l’attenzione.

Non sono ammesse risposte demagogiche o estemporanee, agiamo insieme per un territorio che mette davvero le persone al centro di ogni sua scelta

 


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17 Luglio 20199min

Nicola Palombo

Coordinatore èViva – Molise

eVivaMolise@gmail.com

 

16 Luglio 2019

 


ORGANIZZARE UN “FRONTE LARGO” AMBIENTALISTA, LABURISTA, PROGRESSISTA E SOCIALISTA NON SOLO È POSSIBILE, È NECESSARIO .

 


 

Contributo culturale e polititico di Nicola Palombo, coordinatore di èViva del Molise

 


 

Dopo la caduta del muro, la fine dei due blocchi e delle ideologie, si è vissuto un periodo in cui il capitalismo ha aumentato a dismisura la propria forza, tanto da sfociare nella possibilità di produrre profitti senza creare occupazione, beni o servizi, ma solo dalla movimentazione di cifre economiche (globalismo finanziario).

Il benessere sociale globale ha visto l’allargamento costante e impietoso delle diseguaglianze tra gli uomini, con la  conseguente stratificazione sociale e la fine del sogno liberale del self made man (il grande inganno).

A tutto ciò la Sinistra è rimasta passivamente spettatrice non riuscendo a capire, e quindi anticipare, ciò che stava accadendo. Una parte di essa è stata sedotta dalla possibilità di migliorare il capitalismo a beneficio di tutti gli individui (una follia) ed è diventata “centrosinistra di governo”, confluito poi nel Partito Democratico attuale.

L’altra parte della Sinistra è stata capace di contro-analisi più efficaci, ma nonostante ciò, incapace nel dare un’organizzazione ai processi e un’idea alternativa di modello economico che sostenesse l’urto della globalizzazione dilagante.

Risultato: la Sinistra divisa in due macro-blocchi, con in mezzo la dicotomia tra supremazia dei mercati e valore delle persone,
spaccatura acuita dalla narrazione utilizzata sempre da chi vuole che la Sinistra sia debole e inesistente.

Se questo è il quadro, tratteggiato appena, bisogna che tutti a Sinistra sentano la responsabilità della crisi sociale, politica e culturale che l’investe, che poi a mio modo di vedere è sempre indice di quella del Paese.

Dunque, Sinistra: che fare?

Per trovare la soluzione a questo disastro, si dovrebbe rimettere in campo un progetto Politico che implichi una visione della società e del mondo ancorata a solidi valori ideali, una nuova propensione nell’organizzare i processi e una ritrovata capacità di analisi che implichi la scelta del punto di vista e dei legittimi interessi che si vogliono rappresentare. Un cambiamento della nostra offerta politica che spieghi come si possa arginare lo strapotere e la pervasività dei nuovi strumenti economici e
finanziari.

Si tratta di, come ci insegna Stiglitz in quella che lui stesso definisce “capitalismo progressista”, ripristinare un equilibrio tra mercato, Stati e società civile; riconoscere che la ricchezza delle nazioni è il risultato di ricerca scientifica e di una organizzazione sociale che permette di lavorare per il bene comune; affrontare il problema della concentrazione del “potere di mercato”; rompere il legame tra potere economico e influenza politica.

Tradotto in atti concreti, significa avere una Sinistra impegnata sul nuovo statuto dei lavoratori, promuovendo la proposta di legge della CGIL; sulla centralità della sanità pubblica investendo in formazione di nuovi medici e in tecnologia; sulla questione ambientale, come perno di un nuovo paradigma economico e di sistemi di sviluppo, che non abbia bisogno dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo e dell’uomo sull’ambiente; sul NO netto al regionalismo differenziato, all’autonomia dei  ricchi, senza gli equilibrismi che anche il PD sta compiendo in alcune regioni (vedi Emilia-Romagna e Campania); sul ribadire a gran voce che beni pubblici, acqua e asset strategici come le autostrade, svendute ai Benetton e ai Caltagirone, devono essere dello Stato e da esso gestiti.

Per realizzare ciò è necessario organizzare un “fronte largo”, che faccio fatica a definire centrosinistra poiché fuorviante, svuotato di senso e anacronistico, che sia di stampo ambientalista, laburista, progressista e socialista e per la formazione del quale saranno a mio avviso determinanti tre passaggi fondamentali.

Il primo passo dovrà essere lo scioglimento, alla Sinistra del PD, di tutte le formazioni partitiche, associative e più in generale di qualsiasi steccato che mira al sostentamento di piccoli interessi da rendita di posizione.

Questo atteggiamento praticato da una classe dirigente stantia, di fatto mina la credibilità e la possibilità di sviluppo di un fenomeno di massa nuovo, libero, che esploda dalla società e che da essa ritrovi le connessioni per interpretare al meglio le necessità delle persone, Hegel direbbe che sappia incarnare al meglio lo spirito del tempo.

Il secondo passo è tutto interno al PD, nella capacità che avrà di autodefinirsi.  Finito il tempo della pubertà, il tempo dell’età adulta impone la capacità di saper dire “chi sei” e “per cosa sei utile”.

Il PD deve decidere in maniera inequivocabile quali interessi legittimi vuole rappresentare, se vuole stare dalla parte del capitale o delle persone, non confondendo, così come continua imperterrito a fare, il pluralismo interno con la debolezza e l’eccessiva variabilità delle proprie idee.

Pluralismo è quando si declinano molteplici esperienze, sensibilità politiche e culture in una tensione unitaria che permette
di raggiungere un unico fine. Non è pluralismo se si hanno simultaneamente obiettivi diversi, se si rappresentano contemporaneamente interessi contrastanti, se si sta un po’ con i mercati e un po’ con il lavoro in una sorta di indistinto anemico che non ha il coraggio delle proprie idee.

In quel caso si è solo tutto e il contrario di tutto, cioè niente.

Il terzo passo è il dialogo che si deve costruire con una parte considerevole del M5S.

Vi è in quel movimento così fluido, camaleontico e indefinito una parte chiaramente ancorata ai valori della Sinistra, con la quale bisogna trovare la forza del dialogo su temi come: beni pubblici, ruolo dello Stato, diritti sociali e individuali, ambientalismo e modelli di sviluppo.

Una parte numericamente importante che non si deve fare l’errore di ignorare, ma anzi bisogna sfidare affinché si possa costruire una forza di massa che sappia tornare egemone culturalmente e che sia in grado di innescare nuovi paradigmi economici per un mondo nuovo.

 

 



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