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19 Marzo 202111min

Documento di sintesi dell’assemblea nazionale di èVIVA tenutasi in video conferenza il 17/03/2021

 

Il Paese vive un momento di grande difficoltà. Siamo entrati nella terza ondata della pandemia che da oltre un anno condiziona le nostre vite e, sebbene sia finalmente partita la campagna vaccinale, coi limiti ad essa legata (dalla vicenda brevetti agli stop dovuti a verifiche sulla sicurezza), tanti continuano ad essere i timori e le preoccupazioni dei cittadini verso un’emergenza sanitaria che ci consegna numeri di ricoveri e decessi ancora allarmanti.

Accanto a questo, la condizione socio-economica determina un’ansia crescente in chi vede legato il proprio destino alla possibilità di proroga del blocco dei licenziamenti come in chi non ha fin qui trovato risposte adeguate, alle proprie esigenze e difficoltà, nei provvedimenti che si sono succeduti.
Una miscela di aspettative e disagio sociale che condiziona e ha condizionato profondamente anche l’evolversi del quadro politico.

Il Governo Conte aveva faticosamente costruito un impianto che andava nella direzione di dare centralità alle politiche sociali, al contrasto alle diseguaglianze che la pandemia ha acuito. Anche per questo avremmo preferito un esito diverso di quella vicenda e che si potesse proseguire sulla strada tracciata.
Purtroppo le cose non sono andate come speravamo, ma oggi siamo di fronte ad uno scenario di grande trasformazione e dai risvolti inediti, che non possiamo permetterci di vivere da semplici spettatori.

Il processo di scomposizione-ricomposizione del quadro politico, già da tempo in divenire, è esploso con l’insediamento del Governo Draghi e interessa in modo particolare il nostro campo di riferimento, rappresentato in Parlamento dall’asse PD – M5S – Leu, ma più in generale da un’area ecologista e di sinistra che deve riorganizzarsi e dare vita ad un processo aggregativo, sulla base di un terreno comune, politico, simbolico e culturale, per essere pronta alla sfida con le destre.

èVIVA si è sempre mossa in funzione di quella aggregazione. Lo abbiamo fatto anche nel dare un sostegno sofferto al Governo Draghi, che riteniamo non vincolato a sostenere alcun provvedimento che stia al di fuori dei valori Costituzionali, della giustizia sociale, della progressività fiscale, del rispetto dei diritti umani, della difesa di scuola e sanità pubbliche.
Con quel voto, oltre ad un gesto di responsabilità verso il Paese, abbiamo scelto di difendere e rafforzare l’asse politico su cui si reggeva l’ultimo Governo Conte e che, con una crisi del tutto strumentale, si è cercato di destabilizzare, nel tentativo di impedire che diventasse un’alleanza strutturale.

La nascita degli intergruppi PD-M5S-Leu è un primo risultato positivo, come lo sono i segnali che provengono da alcune realtà importanti (dalla regione Lazio alle dichiarazioni della Sindaca di Torino) che vanno nella direzione di declinare localmente quell’alleanza in vista delle prossime amministrative.

Si pone per noi l’esigenza di fare chiarezza dentro a Liberi e Uguali, che pur essendo “solo” un gruppo parlamentare esiste nello spazio pubblico-mediatico.
Non è certo questo il momento per parlare del “partito di LEU”, questione ormai superata dall’evolversi dei fatti (non ultimo la scelta di Sinistra Italiana di stare all’opposizione) ma è evidente, dal momento che LEU è un pezzo riconosciuto della nuova maggioranza e dell’alleanza che intendiamo favorire sui territori, che servano strumenti di coordinamento e  occorra darsi una soggettivazione politica minima, a partire da un’agenda condivisa, utile a giocare un ruolo Parlamentare nel rapporto col Governo e allo stesso modo a fornire strumenti di lavoro comune a livello locale verso le amministrative.

Intendiamo attivarci per favorire questa discussione che riteniamo non più rinviabile.
Dire questo non significa essere ciechi e sordi verso ciò che accade intorno a noi e che ci interessa, perché da sempre riteniamo necessario favorire e incrociare percorsi più larghi ed evitare ulteriori frammentazioni.

Guardiamo con rispetto e attenzione alla vicenda del Partito Democratico, dove l’elezione unanime di Enrico Letta, a cui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro e le cui qualità e autorevolezza sono ampiamente riconosciute, ha per l’ennesima volta rinviato un chiarimento politico necessario.
In un mondo che cambia il PD rischia di rimanere uguale a se stesso e alle parole apprezzabili di Letta, sullo Ius Soli, come su una politica di alleanze da rilanciare, continua a mancare un giudizio netto su una stagione di riforme (dal Jobs Act alla Buona Scuola) che si è abbattuta su cittadini e lavoratori, così come manca la definizione di un perimetro programmatico e valoriale dentro al quale quelle alleanze dovrebbero comporsi. Il PD resta per noi una forza fondamentale con cui costruire percorsi condivisi, ma ci pare del tutto insufficiente a rispondere al bisogno di rappresentanza di una larga fetta di società che continua ad esserne priva.

Ampliando lo sguardo, ci troviamo di fronte a un M5S in fase di riorganizzazione e forse di vero e proprio ripensamento. Determinante sarà il ruolo che intenderà giocare Giuseppe Conte, uscito dalla vicenda del Governo con un patrimonio di consenso largo e trasversale nel Paese. Se l’intento dell’ex Presidente del Consiglio sarà quello di aprire un percorso di reale e radicale trasformazione, capace di incrociare le istanze civiche ed ecologiste, allora dovremo necessariamente misurarci con quella proposta.

Nel mondo ecologista, d’altro canto, si è registrata in questi giorni l’adesione del Sindaco di Milano Beppe Sala ai Verdi Europei, nella consapevolezza che sulla transizione ecologica si gioca la vera sfida di questo tempo. Le forze che hanno intenzione di raccoglierla hanno anche il dovere di costruire un terreno di discussione comune.
Abbiamo ricevuto in queste ore la lettera di Roberto Speranza  “Idee per una sinistra plurale e per un’agenda progressista”, una serie di proposte promosse da Articolo Uno con cui intendiamo misurarci volentieri e che accogliamo come ulteriore elemento di costruzione comune. Cogliamo l’occasione per ringraziare il Ministro per l’encomiabile lavoro fin qui svolto nella gestione dell’emergenza sanitaria sapendo essere un riferimento credibile e affidabile quando il Paese ne aveva più bisogno.

Tutto questo per dire che, nel contesto caotico e al tempo stesso “creativo” in cui ci muoviamo, è impossibile vincolarsi a scenari predeterminati: ci sono percorsi che potrebbero incontrarsi determinando finalmente processi aggregativi capaci di tenere insieme una forte vocazione ecologista e lotta alle diseguaglianze. 
In questi anni abbiamo percorso strade che andavano esattamente in quella direzione, con coerenza, anche quando per interessi di parte non hanno portato al raggiungimento dell’obiettivo, come accaduto con Equologica alla cui realizzazione abbiamo fortemente creduto e contribuito. 
La direzione, in ogni caso, rimane quella giusta.

Dispositivo finale 

èVIVA intende stare in questa nuova fase, impegnandosi a:
•    Rafforzare l’asse PD – M5S – Leu, che ha bisogno di promuovere un “congresso del campo”, come momento largo che veda protagonisti  movimenti, realtà civiche, personalità, che si richiamano ai valori democratici, dell’ecologismo e della sinistra. Per ricomporre pezzi di società, darsi una funzione comune per guidare la ripresa dopo la drammatica emergenza sanitaria e la crisi economica e sociale che stiamo ancora attraversando. Non fare questo significherebbe rinunciare alla costruzione un progetto politico per dare vita all’ennesimo cartello elettorale.

•    Chiedere una discussione immediata dentro Leu, che non può limitarsi ad essere una semplice sigla, ma deve assumere un ruolo politico in parlamento e fuori (in previsione delle amministrative), dotandosi di strumenti di coordinamento e di priorità programmatiche da far valere dentro alla nuova maggioranza: transizione ecologica, progressività fiscale, lotta ai paradisi fiscali, tassazione delle grandi multinazionali del web, patrimoniale sulle grandi ricchezze.
E’ un’esigenza che proviene in particolare dai territori che andranno al voto e che vogliono poter contare su un solido e riconoscibile riferimento nazionale.

•    Stare dentro al processo di scomposizione-ricomposizione in atto, con curiosità e spirito aggregativo, consapevoli che la sfida è uscire dalla pandemia mettendo in campo una nuova proposta politica che tenga insieme giustizia sociale e giustizia ambientale. In funzione di questo obiettivo ci faremo promotori di iniziative pubbliche che possano essere luogo di confronto tra personalità e realtà politiche impegnate nella nostra stessa direzione. 
Non siamo interessati a chiuderci in recinti identitari sempre più stretti, vogliamo stare con coraggio dentro al cambiamento in atto.

 

 

 


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16 Settembre 202012min
Recovery Plan: per i parlamentari ed amministratori ecologisti e della sinistra,
ai progetti italiani manca ancora un’idea di Paese e di cambiamento

Roma, Mercoledì 16 Settembre 2020

Domenica scorsa, come rete di parlamentari della sinistra ed ecologisti, ci siamo riuniti a porte chiuse con decine di amministratori comunali e regionali e rappresentanti del mondo della società civile per valutare proposte da avanzare comunemente al Governo in merito ai fondi del Recovery Plan.

E’ un nuovo passo, dopo l’assemblea online “Il Futuro Insieme” del 24 luglio, per dare continuità al nostro lavoro. Il Governo ha gestito bene la fase più critica della pandemia, ma oggi ha urgente bisogno di trovare uno slancio diverso, priorità chiare e il coraggio di cambiare davvero questo Paese.

In tanti hanno detto in questi mesi che l’Italia non può e non vuole ‘tornare come era prima’, ma occorre lavorare bene per trasformarla in un Paese avanzato, in cui si sperimentino politiche ad alto tasso di innovazione tecnologica, sociale, ambientale.
In questo senso, esprimiamo alcune perplessità sull’impostazione del Governo nella selezione dei progetti da finanziare con il Recovery Fund: perplessità di metodo e perplessità di merito.

Le prime riguardano la limitata partecipazione delle realtà sociali (dai sindacati alle associazioni ambientaliste, passando per il mondo del terzo settore), del Parlamento e delle Istituzioni Locali, alla definizione di una strategia solida e organica.

L’Italia ha bisogno di una vera e propria opera di ‘ricostruzione’: non si può pensare di operare in assenza di dialogo, o si rischia di mortificare l’occasione di valorizzare competenze, idee e analisi più innovative di quelle che possono emergere dal pur lodevole lavoro dei ministeri.

Le perplessità di merito invece si concentrano sul rischio che il nostro Recovery Plan possa trasformarsi in una collezione di progetti e di piccole azioni di potenziamento degli strumenti già in campo, indebolendo quelle misure che potrebbero risolvere i problemi strutturali che, da decenni, pregiudicano il nostro sviluppo.

Le diseguaglianze sociali insopportabili, gli ostacoli alla conversione ecologica dell’economia, l’arretratezza di una società incapace di valorizzare l’autonomia e il contributo delle donne sono, per quanto ci riguarda, i tre mali da estirpare prioritariamente e con più decisione.

Non solo perché si tratta di distorsioni che hanno effetti pesanti sulla qualità della vita di milioni di persone, ma anche perché sono un ostacolo alla ripresa economica del Paese.
Si tratta quindi di mettere questi obiettivi – accanto a quello della tutela della salute, ovviamente fondamentale in un momento come questo – al centro di un ripensamento complessivo del sistema economico e degli strumenti di welfare, e in questa cornice guardare in maniera innovativa e audace oltre i progetti incompiuti o mai realizzati che giacciono nei cassetti di tanti uffici italiani.

Si può fare, concentrando gli investimenti sulle reti tecnologiche e sullo sviluppo degli applicativi che ne consentono un utilizzo al servizio delle persone: dalla telemedicina al tema delle piattaforme.

Pianificando un robusto intervento sulla mobilità sostenibile, e uno di nuova generazione sull’edilizia residenziale pubblica, orientato alla bioedilizia, al risparmio energetico e alla rigenerazione urbana a consumo di suolo zero, finalizzato a mettere Sindaci e Consigli Comunali in condizione di dare risposte alla drammatica crisi abitativa che segna molte grandi città.

Progettando un grande piano di politiche industriali, energetiche ed agricole che guidi la conversione ecologica della nostra produzione attraverso interventi di decarbonizzazione dei siti produttivi, di produzione di energie rinnovabili ad emissioni zero e un piano pubblico di gestione della risorsa idrica e del territorio. Piani basati necessariamente sul lavoro di qualità, tema particolarmente sensibile nelle filiere agricole.

E ancora intervenendo con forza per garantire che il ciclo di istruzione rivolto ai bambini tra gli 0 e i 6 anni sia accessibile (anche anticipando l’obbligo formativo a 3 anni), attraverso l’offerta pubblica, a tutte le famiglie e in particolare a quelle del Sud che oggi sono drasticamente penalizzate.

Investendo adeguatamente nel settore dell’educazione, con scuole di prossimità distribuite sui territori e connesse tra loro, il superamento del precariato e una didattica innovativa e stimolante.

Finanziando la formazione superiore e la ricerca, al fine di valorizzare il capitale umano, vero volano di sviluppo e di crescita.
Vanno inoltre definiti piani operativi e riforme di supporto che abbiano il coraggio di aggredire lo scoglio del gender gap e quello dell’arretratezza del sistema del welfare, con particolare attenzione alla precarietà delle giovani generazioni, al tema della nonautosufficienza e del sostegno ad uno sviluppo più compiuto di forme di ‘silver economy‘.

Partendo da qui possiamo vedere l’orizzonte del futuro che vogliamo, e il Governo che sosteniamo potrà mantenere salda quella relazione virtuosa con milioni di persone che in questi mesi ha rappresentato la vera grande risorsa dell’Italia.

Il nostro percorso di discussione continuerà nei prossimi giorni: alla fine presenteremo al Presidente del Consiglio le nostre proposte, e faremo la nostra parte, nella discussione parlamentare e nel confronto con il governo, perché questa
impostazione e le proposte conseguenti possano trovare piena cittadinanza.

 

Firmatari:

ANDREA CECCONI – Deputato, Gruppo Misto
LOREDANA DE PETRIS – Senatrice, Liberi e Uguali e Presidente del Gruppo Misto
LORENZO FIORAMONTI – Deputato, Gruppo Misto
NICOLA FRATOIANNI – Deputato, Liberi e Uguali
FRANCESCO LAFORGIA – Senatore, Liberi e Uguali
PAOLO LATTANZIO – Deputato, Gruppo Misto
PAOLA NUGNES – Senatrice, Gruppo Misto
ERASMO PALAZZOTTO – Deputato, Liberi e Uguali
LUCA PASTORINO – Deputato, Liberi e Uguali
SANDRO RUOTOLO – Senatore, Gruppo Misto
MASSIMILIANO SMERIGLIO – Parlamentare Europeo – Alleanza progressista di Socialisti e Democratici

FRANCESCO AGUS – Consigliere Regionale Sardegna – Gruppo Progressisti
MONICA BARNI – Vicepresidente Regione Toscana
LAURA CADDEO – Consigliere Regionale Sardegna – Gruppo Progressisti
DIEGO LOI – Consigliere Regionale Sardegna – Gruppo Progressisti
MARCO GRIMALDI – Consigliere Regionale Piemonte – Liberi Uguali Verdi
MARIA LAURA ORRÙ – Consigliere Regionale Sardegna – Gruppo Progressisti
GIANNI PASTORINO – Consigliere Regionale Liguria
ANTONIO PIU – Consigliere Regionale Sardegna – Gruppo Progressisti
SERENA SPINELLI – Consigliera Regionale Toscana
MASSIMO ZEDDA – Consigliere Regionale Sardegna – Progressisti di Sardegna
DOMENICO SANTORSOLA – Consigliere Regionale Puglia
GIANFRANCO SATTA – Consigliere Regionale Sardegna – Gruppo Progressisti
MARCO CACCIATORE – Consigliere Regionale Lazio
DAMIANO COLETTA – Sindaco di Latina
ROBERTO COLOMBO – Sindaco di Canegrate
LORENZO FALCHI – Sindaco di Sesto Fiorentino
GREGORIO GALLELLO – Sindaco di Gasperina e Consigliere Provincia Catanzaro
ALESSIO PASCUCCI – Sindaco di Cerveteri
PAOLO PERENZIN – Sindaco di Feltre
SIMONE ZUIN – Sindaco di San Felice del Benaco
AMEDEO CIACCHERI – Presidente VIII Municipio di Roma
NICOLA SCHINGARO – Presidente Municipio San Paolo di Bari
IVO POGGIANI – Presidente del Municipio Napoli 3
GESSICA ALLEGNI – Assessora Comune di Bertinoro
FABRIZIO CROCE – Consigliere comunale Perugia
GIACOMO BARELLI – Consigliere comunale Viterbo
NUNZIO BELCARO – Consigliere comunale Catanzaro
GAETANO CAPUANO – Consigliere comunale Colfelice
EMILY CLANCY – Consigliera comunale Bologna
MARCO DURIAVIG – Consigliere comunale Tavagnacco
FERNANDO FIORAMONTI – Consigliere Comunale Anagni
SANDRO FUCITO – Presidente Consiglio Comunale di Napoli
FRANCESCO GIUZIO – Consigliere Comunale di Potenza
ANDREA LICARI – Consigliere Provinciale La Spezia
LUCIA MADDOLI – Consigliera comunale Perugia
FEDERICO MARTELLONI – Consigliere comunale Bologna
PIETRO MEZZI – Consigliere Area Metropolitana di Milano
ANTONELLA PANCALDI – Assessora Comune di Monterotondo
NICOLA PALOMBO – Consigliere comunale Montenero di Bisaccia
SIMONE PETRANGELI – Consigliere comunale Rieti
ANITA PIROVANO – Consigliera comunale Milano
AGNESE SANTARELLI – Consigliera Comunale di Jesi
VALERIO TRAMUTOLI – Consigliere comunale Potenza
JACOPO ZANNINI – Consigliere comunale di Trento


 

Stanno arrivando in queste ore numerose adesioni di consiglieri comunali, e purtroppo per ragioni di tempo non riusciremo a pubblicarle tutte. In ogni caso continueremo a raccogliere proposte, sottoscrizioni, per contattare la rete si può usare questo indirizzo mail: insiemeilfuturo@gmail.com


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10 Settembre 20204min
Martedì 15 Settembre 2020, ore 11
Genova, via XX Settembre 41
Centro Bi-Bi Service (3° piano)

 

Conferenza stampa unitaria dei soggetti aderenti al COMITATO PER IL NO al Referendum per il taglio dei Parlamentari

 

 

Il testo dell’appello:

La legge di riforma costituzionale su cui siamo chiamati a pronunciarci, nel ridurre di oltre un terzo i membri del Parlamento, introduce un grave vulnus alla democrazia rappresentativa aggravando la crisi di credibilità nella quale da tempo versano le istituzioni, allontanandole ancor più dai cittadini.

Voteremo ed invitiamo a votare NO perché questa riforma :
  • Non è giustificata da un risparmio irrisorio dei costi che potrebbero essere contenuti in misura maggiore senza modificare la Costituzione (perché non ridurre gli stipendi dei parlamentari?)
  • È demagogica ed ispirata da una logica punitiva del Parlamento senza migliorarne in alcun modo la qualità; gli eletti continueranno ad essere nominati dalle segreterie di partito, il cui potere di controllo nei confronti dei parlamentari sarà maggiore con la riduzione del loro numero.
  • Porterà ad un sensibile rallentamento se non alla paralisi del lavoro parlamentare e delle Commissioni aggravandone l’inefficienza.
  • Porterà il nostro paese all’ultimo posto in Europa quanto al rapporto tra cittadini ed eletti; vi sarà un rapporto di 151 mila abitanti per ogni deputato e 303 mila per ogni senatore, il più alto tra tutti i paesi europei.
  • Comporterà forti discriminazioni tra le regioni per quanto riguarda il voto al Senato; un abitante del Trentino Alto Adige peserà esattamente il doppio di un cittadino della Calabria, più di una volta e mezzo quello di un cittadino della Liguria, che con 1,5 milioni di abitanti elegge un senatore in meno (5) del Trentino A.Adige (6), che ha solo un milione di abitanti
  • Le minoranze politiche saranno ridotte all’irrilevanza verranno marginalizzate, se non espulse dal Parlamento.

Aderiscono:

Altra Liguria
Arci Genova
Associazione Giuristi Democratici 
CoGeDE Liguria (Comitato Genitori Democratici)
Comitato Ligure La Scuola per il NO
Comitato per la Difesa della Costituzione
Comitato per lo Stato di Diritto
Comitato per il NO alla controriforma Radicali Italiani
Europa Verde 
+ Europa
èViva  
Genova che Osa
L’Europa che Vogliamo
Linea Condivisa 
Nostra  
P.R.C (Partito della Rifondazione Comunista)
P.C.L. (Partito Comunista dei Lavoratori)
P.A.P. (Potere al Popolo) 
Sardine
Sinistra Anticapitalista

 


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31 Agosto 20203min

Intervista al senatore

Francesco Laforgia

30 Agosto 2020

 

 

 

 

Dal Servizio de La Repubblica del 30 Agosto 2020: “Il partito trasversale che vuole Draghi per l’emergenza

Francesco Laforgia intervistato da Matteo Pucciarelli


 

Dice Francesco Laforgia, Senatore di Leu, che “c’è qualcosa di adolescenziale nel maturare un innamoramento per un leader ogni sei mesi”

𝐃𝐫𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐞?
“Penso che sarebbe un errore ipotizzare oggi un cambio di scenario. Il lavoro di Conte fatto finora è stato fondamentale e non va sprecato anche se ora c’è bisogno di un colpo d’ali”

𝐃𝐫𝐚𝐠𝐡𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞?
“E’ vero che servono riferimenti alti, al riparo dalla dialettica politica tra partiti. Ma parlarne oggi è parlare del nulla”.

𝐈𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐦𝐢𝐧𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐜𝐞 𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐩𝐢𝐚𝐜𝐢𝐮𝐭𝐨?
“La divisione tra debito buono e debito cattivo si presta ad ambiguità. Un reddito universale è debito buono o cattivo? Forse una discussione per ripensare il capitalismo dovrebbe appassionare anche un banchiere centrale come lui.
E non vorrei che le sue parole venissero strattonate da chi pensa che ciò che si fa per sostenere le persone sia assistenzialismo.
Io credo nel lavoro, ma se viene distrutto allora ti devi occupare della dignità delle persone”.

𝐄 𝐝𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐢𝐩𝐨𝐭𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐚?
“Sinistra e governi tecnici sono un connubio innaturale che non ha mai funzionato. La sinistra è uno sguardo sul mondo, i tecnici pensano che ci siano cose da fare a prescindere da quello. Invece devi avere in testa quale parte di società vuoi emancipare e agire di conseguenza”.

 


 
 
 

 


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28 Luglio 20207min

Circa 7 ore di assemblea online, venerdì scorso, hanno messo il primo mattoncino per la costruzione di una rete ecologista, femminista e di sinistra, di cui èVIVA è tra i principali promotori.

Un rete che tiene insieme parlamentari di varia provenienza, amministratori, rappresentanti di esperienze civiche territoriali, esponenti del mondo delle associazioni, accomunati dalla consapevolezza che per raccogliere la sfida di un nuovo modello di sviluppo fondato su inclusione sociale e transizione ecologica, i soggetti politici in campo non siano più sufficienti.

Del resto, come èVIVA lo sosteniamo da tempo: il cambiamento che serve deve partire da noi.

Dal superamento di una frammentazione a sinistra che non ha più giustificazioni, dall’abbattimento dei nostri piccoli recinti per riuscire ad aggregare mondi diversi, per poter incidere sulle scelte di governo e dare rappresentanza a tanti che da troppo tempo non hanno più alcun riferimento credibile.

Sono state tante le voci che si sono alternate nei tavoli tematici virtuali e nella discussione, seguiti all’introduzione di Francesco Laforgia, molto chiara nell’esporre ragioni ed obiettivi del percorso: coltivare uno spazio privo di rappresentanza, farlo costruendo occasioni di dialogo e di confronto dando alla rete un’organizzazione e poi, presto, anche una soggettività. Generare un fatto nuovo nel panorama politico statico del Paese.

Significativo, tra gli altri, il sostegno del Presidente dei Verdi Europei Philippe Lamberts che nel suo intervento ha sottolineato l’”esigenza di una forza politica nel nostro paese capace di portare i valori progressisti ed ecologisti all’interno dell’agenda nazionale ed europea”.

Si sono messe in campo proposte, in particolare in vista del Recovery Plan a cui sarà anche dedicato un appuntamento specifico, sempre online, a settembre.

Su questo, come in generale su ognuno dei 4 macro-temi affrontati nella prima parte dell’assemblea (governo delle città, diritti umani e flussi migratori, economia e lavoro, mutamenti climatici) è emersa la volontà di costruire una strategia parlamentare comune, capace di dare voce alle istanze che emergono dalla società civile, sul fronte della ricostruzione post-covid.

L’intento è cominciare fin da subito a parlare con una sola voce nelle aule parlamentari e, a mano a mano, farlo dentro alle altre istituzioni e sui territori, dove la rete dovrà radicarsi e crescere.

A questo proposito siamo tutti ben consapevoli dei grossi limiti che in termini di partecipazione può rappresentare una assemblea in diretta streaming, ma occorreva partire, in qualche modo, e la condizione in cui abbiamo dato vita al progetto non consentiva modalità alternative.

Oltre all’appuntamento di settembre però, ne abbiamo già previsto uno per il mese di Ottobre (la data verrà presto comunicata), questa volta in presenza, dove dare alla rete una vera e propria organizzazione e, questo è quello che noi ci auguriamo, una soggettività politica.

Veniamo da anni di grandi delusioni e di promesse non mantenute, sappiamo bene quanto le dichiarazioni di intenti non siano più sufficienti a riconquistare una fiducia più volte tradita. Ma ci siamo rimessi in cammino e la strada è quella che come èVIVA abbiamo sempre tentato di intraprendere.

Continueremo a lavorare, per raggiungere l’obiettivo.


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20 Luglio 20203min

Ci saremo. Per un progetto innovativo, che dia rappresentanza politica e sociale alla sinistra ecologista di questo Paese” così i parlamentari di Leu e fondatori del movimento politico èVIVA Francesco Laforgia e Luca Pastorino annunciano la loro partecipazione all’assemblea “Il futuro insieme. Per una rinascita eco-solidale dell’italia” prevista per venerdì 24 luglio (in diretta sui siti del Manifesto, Left e Radio Radicale).

Da tempo lavoriamo insieme ad altri parlamentari, amministratori locali, personalità provenienti da esperienze civiche e al di fuori dei partiti, uniti da valori comuni, per superare una frammentazione non più sostenibile nel nostro campo.

Per occupare uno spazio politico lasciato colpevolmente scoperto a vantaggio di chi oggi ha più che mai interesse ad uscire dalla grave emergenza sanitaria, economica e sociale peggio di come ci siamo entrati, dal lato dei diritti, della dignità della persona, di un modello di sviluppo che avrebbe invece bisogno di essere radicalmente ripensato”.

Serve un fatto nuovo, serve un cambio di passo, parlare con una sola voce e agire insieme a partire dalle aule parlamentari per dare più forza alle nostre battaglie, smettere di stare fermi nell’attesa di un cambiamento di cui abbiamo il dovere di essere noi gli artefici

Venerdì inizieremo un percorso comune, proponendo di dare vita a una “rete” che vogliamo il più possibile aperta e diffusa su tutto il territorio nazionale. Dove riconversione ecologica, lotta alle diseguaglianze e innovazione, a partire dai modelli partecipativi, siano l’asse portante di un progetto che col tempo, ci auguriamo possa declinarsi in una vera e propria soggettività politica”.

Quell’obiettivo che per troppo tempo abbiamo disatteso, ma che noi vogliamo ancora testardamente realizzare”.

 

 


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2 Luglio 20204min

E’ stata presentata questa mattina la lista Toscana Sinistra Civica Ecologista che correrà alle prossime elezioni regionali, a sostegno del candidato del centro sinistra Eugenio Giani, ma con un proprio autonomo programma.

“La lista è il risultato di un progetto a cui lavoriamo da giugno scorso e che ci ha visti tra i primi firmatari di “2020 Toscana a sinistra” sottoscritto da tanti soggetti, politici, civici, associativi convinti della necessità che per vincere in toscana servisse una coalizione larga e unitaria ma con al suo interno una sinistra dalla forte matrice ambientalista e sociale capace anche di marcare una discontinuità rispetto al passato” spiega la coordinatrice regionale di èVIVA Ilaria Fiori.

“èVIVA intende svolgere una duplice funzione: impedire che una destra estrema, populista e violenta possa conquistare la Toscana e proporre nella campagna elettorale i nostri contenuti, per poi condizionare, ci auguriamo, le future scelte del governo regionale” conclude.

Della compagine fa parte anche Serena Spinelli, consigliera regionale uscente, per la quale “c’è la necessità di un cambio di passo, a maggior ragione dopo un’emergenza sanitaria che ci impone di investire in un nuovo modello di sviluppo.

Saremo in campo con la nostra autonomia e senza cedimenti rispetto sui punti cardine del nostro progetto. Dal consumo di suolo zero al al diritto alla casa, alla ripubblicizzazione del servizio idrico fino alla sanità pubblica con particolare attenzione a quella territoriale e ad un welfare che ripensi i suoi modelli di assistenza.

Tanti sono i temi su cui intendiamo immaginare e costruire la toscana dei prossimi 10 anni”.

Sostegno convinto alla lista arriva anche dai parlamentari Francesco Laforgia – portavoce nazionale di èVIVA e Luca Pastorino per i quali “è importante lavorare per unire il campo frammentato della sinistra, un impegno che rimarchiamo anche a livello nazionale.

Ma non basta essere uniti contro le destre, l’unità ha senso se fondata su un reale progetto di cambiamento, quello che èViva intende portare avanti con coraggio, per il futuro della Toscana”.

 



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26 Giugno 20204min

èVIVA – Emilia-Romagna

èVIVA Emilia-Romagna: “SI APPROFONDISCA SITUAZIONE BRT E SI TUTELI SICUREZZA SUL LAVORO”


 

“L’allarme di queste ore, originato dal rinvenimento di un focolaio di circa 50 lavoratori positivi al Covid 19 presso i magazzini BRT di via Roveri a Bologna, dovrebbe portare a diverse riflessioni: la prima è che qualunque sottovalutazione dei rischi connessi alla pandemia in atto è pericolosa ed infondata. Questo vale per i singoli e vale ancora di più per le realtà comunitarie di qualunque tipo”.

Il movimento politico della sinistra èVIVA Emilia-Romagna interviene sul caso del focolaio covid della Bartolini di Bologna  “Dalle notizie diffuse parrebbe che molti dei positivi, pur accusando sintomi, abbiano ritenuto di non consultare il proprio medico e di utilizzare le misure di profilassi anti Covid, probabilmente per timore delle ripercussioni sulla loro posizione lavorativa.

Da questo dato dovrebbe discendere che la condivisa esigenza di far ripartire le attività produttive non può prevalere sulla necessità di garantire la protezione dei lavoratori e delle loro famiglie.

Esistono strumenti di prevenzione e misure di cautela in grado di conciliare sicurezza e lavoro: le aziende devono farsi carico della loro adozione non solo acquistando i presidi sanitari, ma anche pretendendo dai lavoratori che li utilizzino e mettendoli in condizioni di farlo” afferma il coordinamento regionale in una nota.

“Spiace rilevare che questo episodio è stato caratterizzato dalla volontà dell’azienda di evidenziare che la maggior parte dei lavoratori positivi fosse dipendente non di BRT ma di una cooperativa alla quale viene esternalizzato parte del lavoro.

Non riteniamo che la ditta committente possa dirsi esente da responsabilità per questa circostanza che, in ogni caso, evidenzia una volta di più i limiti di un mondo del lavoro che assai spesso vede lavoratori investiti delle stesse mansioni inquadrati con trattamenti differenti”.

“Chiediamo – concludono – che la politica e le istituzioni, a partire dalla Regione, si attivino per verificare la condizione in cui hanno operato gli addetti dell’azienda e mettano in campo tutte le misure necessarie perchè siano garantiti, in questo come in altri casi, i necessari diritti ai lavoratori e ne sia tutelata la salute”

Coordinamento regionale èVIVA Emilia-Romagna


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22 Giugno 20203min

 

èVIVA TOSCANA

L’assemblea regionale del movimento politico èVIVA Toscana, riunitasi in video conferenza nella serata di venerdì 13 giugno, ha nominato Ilaria Fiori portavoce regionale.

Èviva, che ha come portavoce nazionale il Sen. Francesco Laforgia, è a livello regionale tra i promotori più convinti dell’appello da cui è nata l’idea di 2020 a sinistra ed ha sin da subito lavorato in modo fattivo alla costruzione di un progetto che riunisse a sé tutte le componenti, politiche e sociali , che fanno riferimento alla sinistra: soggetti politici, liste civiche e associazioni, tutti animati dalla convinzione che la strada “per tornare a vincere in Toscana” – come recita l’appello – passi da una coalizione larga e unitaria intorno ad un programma capace di rispondere alle esigenze di chi in questi anni è rimasto schiacciato dal peso crescente delle disuguaglianze.

“Abbiamo dato il nostro contributo sin da subito partecipando attivamente a tutti i tavoli in cui sino ad oggi si è lavorato all’elaborazione del programma e alla costruzione della coalizione.
L’avvicinarsi delle elezioni rende ancora più forte la necessità di lavorare tutti insieme per la riuscita del progetto di 2020 a sinistra, spendendo tutte le energie e avvalendosi di più risorse possibili; per questo motivo èviva sta partecipando ai lavori con un gruppo di comuncazione63 che, provenendo da tutta la regione, è in grado di portare le istanze di tutti i territori” afferma la neo-portavoce di èVIVA.

Ilaria Fiori è membro della sezione pisana dell’associazione che è tra i primi firmatari dell’appello “2020 a sinistra- per tornare a vincere in Toscana”.

 


 

 

 


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20 Maggio 20205min

Huffingtonpost

articolo del 20.05.2020

 

Autore: Francesco Laforgia
senatore Liberi e Uguali – èVIVA

Cinquant’anni fa veniva approvato, con la legge 300 del 1970, lo Statuto dei lavoratori.

E’ stato il frutto di una lotta che ha tenuto insieme la sfera dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, la riforma della società e la sua democratizzazione. Da allora in tanti hanno provato a smontare l’architrave delle rivendicazioni del mondo operaio, fino all’ultimo assalto compiuto attraverso la brutta pagina del jobs act.

A noi sta il compito di impedire che questo processo di precarizzazione dei diritti dei lavoratori si compia del tutto e di rilanciare, allargando quello del ’70, un nuovo Statuto dei lavoratori, che comprenda tutte le forme del lavoro, fino a quello subordinato, parasubordinato e autonomo.

Per comprendere di che tipo di tutele avrebbero bisogno oggi lavoratori e cittadini, bisogna compiere lo sforzo di tenere insieme lo sguardo sul mondo del lavoro e le condizioni di povertà che rischiano di dilagare nella società. Da una parte, dunque, il mondo del lavoro, stremato da decenni di attacchi ai diritti conquistati e, dall’altra, milioni di cittadini e lavoratori che vivono in una condizione di povertà, gravati da anni di crisi economica e incertezza sulle prospettive future.

Con la conseguenza di un solco profondo sul piano delle disuguaglianze, tanto nella società quanto nel mondo del lavoro. Bisogna ripartire da qui, per restituire dignità ai lavoratori e sostanza ai diritti, che vanno allargati e rafforzati.

Il lavoro va valorizzato nella sua funzione sociale oltre che economica e i lavoratori messi in condizione di lavorare per vivere, non il contrario. Molte sono le proposte per realizzare questi obiettivi, a partire da almeno tre cose urgenti: contrattazione collettiva, salario minimo e riduzione dell’orario di lavoro. 

I lavoratori devono avere il diritto di poter decidere tutte le condizioni del proprio lavoro e questo significa restituire centralità ai sindacati, attraverso una legge sulla rappresentanza, per consentire ai lavoratori di controllare e partecipare direttamente alle scelte sulla vita economica delle imprese. Altrettanto importanti sono il tema del salario e dell’orario.

È necessario che si comprenda che senza una soglia sotto la quale nessun lavoratore può essere retribuito, complementare alla contrattazione collettiva nazionale, continueremo ad avere lavoratori sempre più divisi e soli, sempre meno organizzati e meno rilevanti in quelli che sono i rapporti di forza coi datori di lavoro. Contestualmente a ciò, il tempo di vita di chi lavora va liberato.

Ridurre l’orario di lavoro è necessario se vogliamo riorganizzare la nostra società in senso più paritario, liberando posti di lavoro per potenziare l’impiego femminile e realizzare le condizioni affinché sia possibile un riequilibrio nei carichi di cura della famiglia, e in senso maggiormente redistributivo, sia per quanto riguarda la disponibilità del lavoro sia rispetto alla ricchezza prodotta.

Erano temi urgenti nell’Italia prima della pandemia. Diventano questioni vitali in un Paese che dovrà affrontare una tempesta economica e sociale spaventosa.

 


 

 

 



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