Da che parte stiamo: la Politica è l’unica risposta

Da che parte stiamo: la Politica è l’unica risposta

12 Dicembre 201912min
12 Dicembre 201912min
DA CHE PARTE STIAMO
Resoconto dell’Assemblea Nazionale èViva del 23 Novembre 2019 a Bologna

 

È stata una giornata intensa e profonda quella di sabato 23 novembre a Bologna. Abbiamo riportato la politica al centro del dibattito nel campo di una sinistra che resta colpevolmente frammentata, ma in cui sui grandi temi che riguardano la vita delle persone e il futuro del Paese ci sono tutte le condizioni per una iniziativa comune, capace anche di condizionare l’agenda di governo.

Vogliamo ringraziare Elly Schlein, Marilena Grassadonia, Andrea Ventura, Massimo Villone, Massimo Amato, Marco Grimaldi, Nicola Fratoianni, Cecilia Guerra, Stefano Fassina, Federico Martelloni, Riccardo Mancuso, Paolo Paticchio, che insieme al Portavoce nazionale di èVIVA Francesco Laforgia, a Serena Spinelli, Silvia Prodi, Luca Pastorino, Filippo Fossati e Nicola Palombo hanno consentito che si sviluppasse un confronto largo e pieno di sostanza.

Intervenendo, chi direttamente in assemblea, chi attraverso un video-messaggio o un testo scritto  ci hanno consentito di andare a fondo delle 5R che hanno rappresentato il filo conduttore dell’intera giornata: reddito, riduzione dell’orario di lavoro, rivoluzione verde, riforma della democrazia, redistribuzione della ricchezza.

Grazie anche a Marta Fana che a causa di un impedimento dell’ultimo minuto non ha potuto essere dei nostri. Nei prossimi mesi continueremo a proporre una discussione, che vorremmo fosse permanente, su queste ed altre questioni, da declinare in proposte di legge e che saranno al centro di ulteriori di iniziative promosse da èVIVA su tutto il territorio nazionale.

Nello scompaginamento dei grandi e piccoli partiti che caratterizza questa fase, nel rischio di irrilevanza di una sinistra che ha il bisogno vitale di riallacciare i fili con i pezzi di società che dovrebbe e non sa più rappresentare, c’è nuovo ossigeno che arriva dalle piazze di tutta Italia: dalle sardine, ai ragazzi di Fridays for future, alle donne e ai movimenti che si battono per i diritti civili e contro la violenza di genere.

Saremmo matti a non vedere tutto questo e a non incrociarlo ma saremmo miopi a pensare che queste mobilitazioni possano sopperire alla mancanza di una politica e di una casa politica, capace di dare a quelle istanze la giusta rappresentanza.

Anche per questo noi, che siamo nati con l’intento di ricomporre le divisioni, continueremo a batterci e strutturarci per dare forza al nostro progetto. Continueremo a lavorare per essere il lievito di un processo più largo e inclusivo che dovrà per forza determinarsi pena una consolidata marginalità del nostro campo.

Lo stiamo facendo in Emilia-Romagna, dove siamo tra i principali promotori della lista “Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista e progressista” che tiene insieme le più significative forze della sinistra e diverse rappresentanze di civismo e associazionismo.

Allo stesso modo in Toscana, con “2020 a sinistra”, vogliamo dare il nostro contributo per una proposta che non si accontenti di costruire un indistinto fronte comune contro le destre, ma capace di mettere in campo la necessaria discontinuità, nelle proposte, nei metodi e nei volti.

Come abbiamo sempre sostenuto le alleanze non si costruiscono in raffazzonati esperimenti di laboratorio ma sulla condivisione delle idee e del progetto che insieme si intende realizzare.

Naturalmente, perché tutto questo possa avere prospettiva, rimane fondamentale uscire da determinate ambiguità e avere tutti il coraggio di prendere delle decisioni.

Resta per noi aperto il dibattito sulla funzione del gruppo parlamentare di LEU, che esprime ruoli di governo, ma non ha ad oggi una piattaforma comune e un coordinamento politico.

Lungi da noi riproporre un progetto che non si è saputo o voluto fare, rimane però da capire che senso abbia continuare a muoversi in questa confusione, che per altro non fa che farci perdere credibilità agli occhi di chi ci osserva.

Per quanto riguarda il percorso di èVIVA, intendiamo rafforzare la nostra struttura, sia a livello nazionale che sui territori, dandoci una road map per la costituzione dei comitati regionali. A gennaio, dopo la legge di bilancio, organizzeremo appuntamenti in giro per l’italia, a partire dalle 5R di Bologna e coinvolgendo altri interlocutori.

Il nostro orizzonte rimane sempre lo stesso: no all’ennesimo partitino, no a percorsi dal respiro corto di una campagna elettorale e di stampo verticistico. La costruzione di una casa comune della sinistra ha bisogno di essere guidata dalla politica.

Da un movimento 5 stelle in forte crisi di identità, ad un Partito Democratico che prova a cambiare le proprie parole d’ordine senza però dimostrare una reale volontà di cambiare sé stesso radicalmente, ci sono milioni di elettori in cerca di riferimenti, sindaci e amministratori che non si sentono rappresentati dall’attuale offerta politica.

Dobbiamo stare dentro a questo processo, nell’ambito di una nuova alleanza sociale che rimette al centro i lavoratori, i precari, le persone che vivono di servizi pubblici e non possono permettersi nient’altro.

Se questo campo sarà destinato a mutare nei prossimi anni, l’unico modo per determinare un cambiamento nella sinistra è svolgere una funzione dentro a questo processo senza rimanere paralizzati in attesa dei movimenti altrui. Chiederci e dirci DA CHE PARTE STIAMO è una parte fondamentale del cammino che dobbiamo compiere.

 


 


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