Pietro Grasso: Diario della crisi di governo

Pietro Grasso: Diario della crisi di governo

13 Agosto 201920min
13 Agosto 201920min

 

 

  Cronistoria della crisi di governo

 

dal profilo facebook di

Pietro Grasso

 

12 Agosto 2019

 

 

 

 

 


E’ iniziato il cammino del “Governo Conte Due”

29 Agosto

 

E’ iniziato il cammino del “Governo Conte Due”. Le prime dichiarazioni fatte dal presidente Conte sono nuove nei contenuti e nelle parole chiave: mi auguro siano il segno di un Governo di svolta. Oggi Conte ha iniziato a incontrare i gruppi parlamentari, e da questi colloqui si capirà se davvero intende proporre al paese nuove ricette, un nuovo linguaggio, nuovi protagonisti. Sono tanti i temi su cui valuteremo la possibilità di dare o meno la fiducia a questo Governo, verso il quale, voglio sottolineare, partiamo con le migliori intenzioni. Porteremo i temi che sono sempre stati al centro del nostro impegno: dignità al lavoro, conversione ecologica, emergenza climatica, lotta alla precarietà, attenzione al Sud, diritti civili e sociali, politiche dell’immigrazione intelligenti e umane, lotta all’evasione fiscale per un fisco più equo, giustizia e contrasto alle mafie.

Questo è il momento dei contenuti, verrà anche il momento dei nomi: perchè molto si può scrivere in un programma o in un contratto, ma come abbiamo appena visto il carattere, le competenze e le capacità delle persone sono indispensabili per governare un Paese e le sue emergenze. La speranza è che vengano individuate tutte figure di alto profilo, capaci di fare le scelte giuste nell’interesse dei cittadini.

 


Una buona e condivisibile base di lavoro

22 Agosto

 

I 5 punti della relazione di Zingaretti di ieri e i 10 punti elencati da Luigi Di Maio al termine delle consultazioni di oggi sono una buona e condivisibile base di lavoro. Se la volontà di trovare un’intesa per il bene del Paese è reale, è possibile dare vita a un Governo politico e di legislatura che possa migliorare la vita dei cittadini e garantire stabilità e sicurezza.

Confido nella responsabilità delle parti politiche per avviare un percorso rapido.

 


Oggi iniziano le consultazioni

21 Agosto

 

Oggi iniziano le consultazioni al Quirinale. Non è il momento dei tatticismi, dei personalismi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano. E’ tempo di servire l’Italia nel modo più nobile che la politica possa fare. Lo dico innanzitutto ai due uomini chiamati nelle prossime ore a fornire delle risposte al Presidente Mattarella.

Caro Nicola, caro Luigi: è necessario un Governo che archivi per sempre la stagione della rabbia, delle bestie sui social, dell’odio, dello spregio alle Istituzioni della Repubblica.
Costruiamolo su una agenda che abbia come faro il lavoro; che restituisca dignità alle persone; che difenda e investa su scuola, sanità, ricerca, innovazione; che promuova la giustizia sociale; che lotti contro l’emergenza climatica.

Usiamo i prossimi 3 anni per realizzare davvero il progetto di un’Italia diversa. I numeri ci sono, basta volerlo e non cadere nei tranelli dei veti incrociati. Non consegniamo il Paese all’incertezza o – peggio ancora – alla destra di Salvini. Sarebbe l’errore più grande. Coraggio!

 


Il governo gialloverde ha fallito

20 Agosto

 

Il Governo gialloverde ha fallito. Adesso è doveroso lavorare seriamente nell’interesse di tutti. Questa la mia posizione espressa poco fa in Senato, dove si sta svolgendo un dibattito surreale, perché Salvini incredibilmente non si è dimesso, perché per lui il potere è più forte della dignità. Grazie Presidente Giuseppe Conte per la trasparenza nella gestione di questo passaggio!

È stato davvero patetico leggere di “telefoni sempre accesi”, come se si trattasse della crisi adolescenziale di un amore estivo e non del Governo del nostro Paese. Oggi addirittura ho sentito Salvini implorare i Cinque stelle con il famoso ritornello di Pappalardo: “Ricominciamo”. Tutto pur di non alzarsi dal Viminale. L’uomo forte si è rinchiuso nel fortino.

Basta con la stagione dei selfie e dei proclami sulle spiagge, della rivendicazione dei pieni poteri, dell’odio, dell’indifferenza. Guardiamo in faccia i veri problemi del Paese. Torniamo alla politica e fermiamo le Bestie che sui social aizzano i cittadini gli uni contro gli altri.

Lo dico da uomo che ha servito le Istituzioni per tutta la vita: l’Italia non ha bisogno di un accordicchio, di un esecutivo dal corto respiro dominato da tatticismi e posizionamenti elettorali. Se il Parlamento desse vita ad un Governo che ribalti l’agenda attuale non avremmo solo il diritto di ragionarne ma il dovere di provarci per cambiare per davvero il segno di questi tempi. Solo in quel caso, darei il mio personale, convinto e fiero voto di fiducia.

 


Piange il telefono

15 Agosto

 

Le notizie importanti di oggi mi sembrano due.
Salvini dice che il suo telefono è sempre acceso e aspetta una telefonata di Di Maio.

Dopo la sconfitta in Senato, un vero e proprio schiaffo che non aveva messo in conto, forse ha finalmente capito che non si può stracciare la Costituzione e umiliare il Parlamento. Anche dal suo stesso partito sono iniziate le prese di distanza e le critiche: l’uomo che sentiva di avere il mondo in tasca ha scoperto di non avere la terra solida sotto i piedi.

Capita, quando il potere arriva a farti perdere il contatto con la realtà, che è più complicata di una diretta Facebook (dove ancora, va ammesso, se la cava bene). Come un pugile suonato, cerca di aggrapparsi alle corde per evitare il k.o.

La seconda notizia è il sussulto di orgoglio del Presidente Conte che finalmente avversa il suo Ministro Salvini sull’assurda politica dei porti chiusi. Ci sono uomini, donne e bambini su barche in mezzo ad un mare con onde fortissime: fatele scendere! Oltre alle dichiarazioni servono atti concreti.

Buon Ferragosto!

 


Salvini è disperato

14 Agosto

 

Salvini ha bluffato, ma ormai le carte sono sul tavolo: è disperato, e la sua proposta di ieri lo dimostra. In ogni caso continua a pensare di poter piegare le regole a suo piacimento, come se avesse quei “pieni poteri” che sogna (e che non avrà, mai); l’altra ipotesi è che abbia giurato da Ministro sulla Costituzione senza averla mai letta.

Ieri in Senato ha proposto una cosa ridicola: tagliare i parlamentari e andare subito al voto. Ma cosa significa subito? Ad ottobre? Ammesso che vada così, voteremmo ancora per 945 parlamentari, come ora. E perché? Perché esiste la Costituzione, che, evidentemente, dà molto fastidio al leader della Lega.

Se venisse approvata in quarta lettura (l’ultima del Parlamento) la legge costituzionale di taglio dei parlamentari non sarebbe immediatamente applicabile. In assenza di una approvazione in Parlamento con una grande maggioranza (e la terza lettura in Senato è stata al di sotto della soglia necessaria dei due terzi) si deve infatti consentire ai cittadini di poter eventualmente raccogliere le firme e proporre il Referendum. E l’articolo 138 della Costituzione fissa questo tempo in 3 mesi. L’ennesima bufala insomma, l’ennesima pretesa di calpestare le regole democratiche della Repubblica.

E’ evidente che quando provi un blitz o una guerra lampo e questa fallisce, sei destinato a perdere.
E Salvini perderà.

Nel frattempo, però, non ha ancora ritirato i ministri e non ha dato le sue dimissioni. Con quale dignità continuano a occupare quei ministeri in nome di un Governo in cui non ripongono più fiducia?
Se solo avesse un centesimo del coraggio che dice, lo farebbe al più presto.

Sarà un bene per il Paese: mentre lui continua a girare per le spiagge qualcuno si occuperà al meglio della sicurezza dei cittadini.

 


Il Senato non si Lega

13 Agosto

 

Si è appena conclusa la seduta del Senato che ha confermato il 20 agosto come data per ascoltare le comunicazioni del presidente Conte.

Esattamente come previsto nel post di ieri. Il Senato non si Lega al Senatore ministro Salvini (che non è presidente di nulla).‬ ‪

La crisi di governo sta tornando sui binari istituzionali, quelli in cui il Parlamento conta più del Papeete Beach.

 


Il ministro spiaggiato 

12 Agosto

 

A forza di girare per le spiagge, Salvini rischia di finire spiaggiato.

E’ stato molto interessante leggere gli articoli di stamattina in merito alla riunione dei capigruppo che si terrà oggi pomeriggio in Senato.
Avendole presiedute per 5 anni le conosco molto bene, quindi se avrete la pazienza di seguire il mio ragionamento vi spiegherò come in nessun caso, se Cinque Stelle, Pd e Misto sono scaltri, potrà vincere questa partita e umiliare il Parlamento col suo 17% di voti.

Partiamo dalle certezze: Salvini vorrebbe votare la mozione di sfiducia prima di ferragosto, gli altri intorno al 20, per dare modo a tutte le senatrici e i senatori di poter partecipare ad un voto così importante.
Con ogni probabilità a prevalere in quella riunione sarà la data del 20, ma siccome non ci sarà unanimità potrebbe essere convocata l’Aula per domani in modo che si voti sul calendario, magari sfruttando le possibili assenze e provando a “ribaltare” il risultato ottenuto in capigruppo.

Come evitare questo “blitz salviniano”, un ulteriore sfregio al Parlamento?
E’ abbastanza semplice, partendo da un semplice calcolo matematico: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia in Senato NON hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre nulla.

Basterà contarsi prima: se i senatori di centrodestra sono meno degli altri si potrà votare il calendario in Aula, e fissare la discussione per il 20 agosto (o il 21, o il 22…).
Se invece sono di più, semplicemente se gli altri non entreranno in Aula il centrodestra non avrà mai il numero legale per il blitz, e saranno costretti a rimandare di giorno in giorno l’Assemblea.

In questo modo Salvini, ogni giorno più nervoso e contestato, capirà che il Parlamento non è a sua disposizione, per ora.

 


Non ballo sulla musica di Salvini

10 Agosto

 

Non ho alcuna intenzione di ballare sulla musica suonata da Salvini, una musica pericolosa.

Mi spiego: del Governo Lega-5Stelle penso il peggio, l’ho scritto qui e detto pubblicamente molte volte, soprattutto nei discorsi in Aula al Senato, che per me resta il tempio della rappresentanza e della volontà popolare. So bene che questa esperienza di Governo, per fortuna, è giunta al termine, e che presto i cittadini italiani saranno chiamati alle urne.

Nonostante ciò, non vedo perché io e tutti i senatori di opposizione (di LeU, del Misto, del Pd, ma anche di centrodestra) dovremmo trasformarci nei “volenterosi carnefici” al servizio di Salvini, e votare allegramente l’assurdo di una mozione di sfiducia al Governo presentata da Ministri tuttora ipocritamente e vergognosamente in carica e che intendono rimanere tali fino al giorno delle elezioni!

Non vedo perché le opposizioni dovrebbero fare il lavoro sporco di un gruppo parlamentare che rappresenta il 17% del voto delle elezioni di marzo 2018.

Facendo i conti, basta poco per impedirlo. Preso dalla brama di potere Salvini ha fatto un errore: ha presentato una mozione di sfiducia potendo contare solo sui suoi 58 voti.

Per questo chiedo ai senatori e alle senatrici di opposizione – noi che mai avremmo potuto votare la fiducia a Conte – di non partecipare al voto sulla mozione di sfiducia presentata dalla Lega. Disinneschiamo questa sciagurata pazzia voluta da Salvini con gli strumenti propri della democrazia parlamentare: oggi infatti Salvini non ha i numeri per rendere il Parlamento ostaggio dei suoi desiderata, né per disporre delle Istituzioni a suo piacimento, tra un comizio machista e un cocktail in spiaggia.

Se la mozione proposta dalla Lega sarà votata solo dalla maggioranza (Lega e 5 Stelle), Conte non sarà tecnicamente sfiduciato. Politicamente dovrà ovviamente dimettersi, e sarà necessario un governo elettorale (non deve essere Salvini a gestire dal Viminale le elezioni, come ho spiegato ieri) ma i tempi della crisi passeranno dalle mani di Salvini a quelle, istituzionalmente corrette, del presidente del Consiglio e soprattutto del presidente della Repubblica.

Non diamo noi per primi “pieni poteri” in questo momento di crisi a Matteo Salvini.

Troppo a lungo ci siamo fatti imporre l’agenda: è il momento di cambiare musica.

 


Una buona notizia

9 Agosto

La caduta del Governo Conte è una buona notizia. Purtroppo il timore è che, stando così le cose, il prossimo Governo sarà addirittura peggiore.

Togliere la fiducia a Conte è nel pieno della legittimità politica di Salvini: tempi e modi, invece, mostrano il suo disprezzo per le Istituzioni. Sta sfiduciando un Governo in cui esponenti della Lega ancora ricoprono ruoli importanti: inizino a dimettersi. Vorrei poi ricordare a Salvini che i “pieni poteri” non esistono, se non nei fumetti (uno solo li ha pretesi, nel 1933, ed è bene non prenderlo ad esempio).

E’ evidente che Salvini abbia piena consapevolezza del disastro dei conti pubblici, e di quanto li abbiano aggravati con le scelte di questi mesi. Per questo vuole correre ad elezioni ma, come ha sottolineato Conte, i tempi del Parlamento li decidono i Presidenti di Camera e Senato, e quelli della crisi li deciderà il Quirinale.

Salvini non può gestire dal Viminale la fase elettorale. È inaccettabile che chi chiede alla piazza pieni poteri e si scaglia contro Parlamento e Magistratura sovrintenda i delicati passaggi del voto. Dovrà essere un Governo elettorale a gestire le settimane che ci separano dal voto.

Per quel che riguarda il campo della sinistra, tutto quello che c’è ora non è sufficiente.
Sono convinto che non si possa andare in ordine sparso e a mani nude contro Salvini, la Bestia e il clima che c’è nel Paese. Serve un cambio di passo, una rivoluzione programmatica e nuovi protagonisti, una visione del Paese forte su alcuni punti irrinunciabili (svolta ecologica, istruzione gratuita, rilancio del welfare e degli investimenti pubblici, revisione del Trattato di Dublino e della Legge Bossi-Fini) che possa riportare tanti elettori alle urne, ma al momento non vedo tracce di nulla di tutto questo. Resto di indole ottimista, ma come ho detto giorni fa inizio a essere preoccupato.

 


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