Francesco Campanella: prima chi sta male

Francesco Campanella: prima chi sta male

6 Agosto 20195min
6 Agosto 20195min

 

Francesco Campanella

Senatore XVII legislatura

 

 

6 Agosto 2019

 

 

 

 

 

Basta con questa storia di prima gli italiani. Tra noi ci sono persone stupende e persone atroci, persone povere e persone ricchissime,  generose e profittatrici. . 
Non basta essere italiani per meritare qualcosa.
 
Proviamo a cambiare approccio con “prima chi sta male”.  Quella si che mi sembra un’urgenza: chi non ha salute, chi non ha lavoro, chi non ha casa, chi non ha istruzione. Queste persone vanno preferite, curate, aiutate. Tenute al centro dell’attenzione della politica.
 
Da troppo tempo la sinistra si è lasciata attraversare da suggestioni proprie di chi è socialmente avvantaggiato. La stabilità dei prezzi, la libertà di impresa, l’efficienza del lavoro e della spesa pubblica sono ottime cose, se si tiene conto in primo luogo del benessere delle persone. Di TUTTE le persone. Invece le compatibilità economiche sono diventate idoli indiscutibili ed i mercati la base di una ideologia crudele. Darwiniana. 
 
Questo ha tolto credibilità alla sinistra di governo, anche perché l’inflessibilità praticata verso la spesa sociale è stata spesso derogata per la spesa militare, per le spese produttive di consenso immediato, per le spese e per le minori entrate che favirivano le lobbies.
 
Della riduzione di credibilità della sinistra hanno profittato le destre, che l’hanno soppiantata nel rapporto coi poveri e coi lavoratori. Le destre stanno usurpando incredibilmente il ruolo di rappresentanti degli svantaggiati, creando con la menzogna schiere di falsi nemici e indicando nei migranti – generati dalle loro politiche – il nemico da fermare.
 
Provare a sbugiardare i Trump, i Salvini, gli Orban, impiegando le vecchie categorie del buon senso, dell’umanità, della solidarietà professati da gente compromessa, non ha avuto successo.
Dobbiamo prendere atto che chi ha condiviso certe politiche non può proporsi credibilmente come antidoto.
 
Attenzione. Non si propone nessuna rottamazione. Chi l’aveva proposta ne ha tratto vantaggio immediato, ma non è stato capace di impiegare proficuamente il consenso ottenuto.
 
Quello che serve e una nuova riflessione collettiva. Gli spunti ci sono. Vanno approfonditi, vagliati e condivisi. Per farlo serve l’aiuto di tutti. 
E vanno trovati rappresentanti e modelli nuovi. Anche con l’aiuto disinteressato dei vecchi. 
 
Ne saremo capaci? Proviamoci. Il danno che stanno producendo i sovranisti è grande.
 
 

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