Sgombero di Primavalle: una sconfitta della democrazia

Sgombero di Primavalle: una sconfitta della democrazia

16 Luglio 20195min
16 Luglio 20195min

èViva

Comitato di Roma Capitale

15 Luglio 2019

 


Lo sgombero della scuola Don Calabria a Primavalle è una sconfitta della democrazia.

 


 

La circolare del Viminale che ordina lo sgombero di tutte le strutture pubbliche occupate, sia per stato di necessità sia per ogni altra ragione, è solo in superficie una rappresentazione dello stato di diritto, che impone la tutela dei beni di tutti contro ogni abuso privato.

Nello scontro ormai conclamato tra Lega e M5S, a farne le spese stavolta sono un centinaio di famiglie la cui vita è divenuta a zero valore sociale. In una consiliatura in cui nemmeno la gara d’appalto per la derattizzazione di Roma è stata ancora fatta, figurarsi un appalto per l’edilizia pubblica popolare.

Il M5S conferma l’incapacità sistematica a trattare alcunché della cosa pubblica, dei bisogni della cittadinanza di Roma. La giunta Raggi ha opposto solo un gesto di spallucce alla decisione del Viminale di prendere possesso, con spiegamento rilevante di forze, della scuola Don Calabria, all’alba di stamane.

Il diritto all’abitazione, ad avere un tetto sulla propria testa e dei propri familiari, è divenuto ormai merce di scambio alla pari di qualunque altra commodity: una società immobiliare può detenere un numero infinito di alloggi sgombri e non impiegarli per il loro uso primario. 

Ne deriva chiaramente la sottrazione al mercato di contingenti rilevanti di alloggi, case, appartamenti, tale da alterare il mercato e favorire l’illecito. E creare nelle aree metropolitane come la nostra Capitale un disagio irrecuperabile a ben 12mila famiglie (dati del Campidoglio) che, da quasi vent’anni, altra soluzione non hanno avuto che occupare edifici pubblici semi-dismessi.

Come la scuola Don Calabria a Primavalle. È il luogo dell’umiliazione della democrazia e della dignità: più di 80 bambini sono stati alienati a un territorio in cui sono cresciuti, alle scuole che hanno frequentato, senza che il governo di Roma abbia posto in essere alcuna tra le soluzioni praticabili.

èViva grida la indignazione di tutti i suoi militanti contro questo gesto di riappropriazione violento e sconsiderato: la mano dello Stato non può agire contro famiglie indifese e, spesso, indigenti. Sono cittadini, italiani e di Roma, anche gli occupanti per necessità: si dia immediatamente corso all’attuazione di soluzioni che salvino la vita di quelle famiglie di nostri concittadini.

Il ministro dell’Interno non può e non deve lucrare agio politico sulla pelle di donne e bambini indifesi, né in mare né a terra. Noi chiediamo che siano accertate tutte le responsabilità omissive della giunta capitolina e che l’opposizione in Campidoglio si impegni ad oltranza nel richiedere una soluzione urgente all’emergenza generata dall’improvvido sgombero di stamattina.

 

 


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